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Caso Tobar,Spiniello: “Chiesa e comunisti, tutti con la c minuscola”

Solofra – L’incresciosa vicenda che a Solofra vede coinvolta la segretaria del Circolo P.R.C. “25 Aprile” Amalia Hilda Tobar e Monsignor Alfano, al di là dei contorni “fiabeschi” tali da ricondurla a “Peppone e don Camillo”, richiede una riflessione seria, laddove la Chiesa “tramite un suo autorevole rappresentante non evita ancora una volta di violare la privacy della vita degli uomini e delle donne”. E’ il punto di vista di Cinzia Spiniello, esponente della segreteria provinciale del Prc. “Ci dispiace – spiega in una nota – che il Monsignore in questione, rispetto alle gravi problematiche che pure attraversano la città della concia, non ultime le gravi crisi di alcune industrie, che mettono a rischio decine di posti di lavoro, non trovi migliore argomentazione che quella di proibire ad una catechista l’insegnamento, non perché ritenuta impreparata o negligente in materia, ma bensì perché a suo dire è inconciliabile essere cattolici e comunisti”. La Tobar, invece, viene descritta dai conoscenti come una donna capace e intelligente, con una profonda fede tale da condurla allo studio di scienze religiose. “Siamo realmente preoccupati per l’atteggiamento dimostrato da Monsignor Alfano al quale vorremmo con tutto il rispetto dovuto, porre una domanda: quale sarà il suo prossimo provvedimento? Magari l’affissione di un cartello davanti alla Chiesa, con un divieto d’accesso e un elenco di persone che per un motivo o per un altro non possono entrare e restare in preghiera? Non crediamo che la fede si manifesti attraverso misure che dimostrano un bigottismo fuori luogo, crediamo invece che Cristo abbia detto ‘…lasciate che essi vengano a me’. La chiesa quella con la c minuscola è sempre dalla parte dei più deboli, dei diseredati, degli ultimi della terra… proprio come noi comunisti con la c minuscola”.

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