
Sembra essere definitivamente sfumata la possibilità di vedere Uros Slokar con la maglia di Avellino per la prossima stagione. Il giocatore, al centro di uno dei ‘casi’ di mercato più complessi e intricati, avrebbe preferito infine la destinazione della Fortitudo Bologna. Decisione davvero sorprendente se si considera che tra il club biancoverde e l’ala slovena c’era già un accordo di massima. Tutto lasciava presupporre un approdo in Irpinia del giovane, tanto da spingere tutti a ritenere Slokar un giocatore della Scandone in attesa solo dell’ufficializzazione. Ieri, invece, il crollo: l’operazione di disturbo della Fortitudo Bologna, che andava avanti da molto tempo, ha portato le parti ad allontanarsi, scatenando la solita ‘asta’ al rialzo alla quale la Scandone, prima per questioni di principio che per disponibilità economiche, non ha voluto partecipare. Da Piazza Libertà ora fanno sapere che il cestista non rientra più nei piani della società, assolutamente non intenzionata a rimanere invischiata in aste del genere. Dalla Scandone era arrivata una proposta, in un primo momento accettata e poi ritenuta poco soddisfacente. A pesare nella rottura delle trattative l’abile lavoro del procuratore del giocatore e i numerosi ‘rumors’ lanciati ad arte sui giornali e nella rete, rimbalzati poi pericolosamente da una parte all’altra. Slokar, dunque si accaserà alla Fortitudo Bologna (biennale per lui), guadagnando leggermente in più ma non disputando l’Eurolega e con molti meno minuti a disposizione. Scelta sicuramente particolare, ma al momento non è ancora tutto chiaro. Quel che è certo è che la Scandone, considerando già i notevoli sforzi economici fatti e quelli ancora da fare per il playmaker, non aveva alcuna intenzione di superare il tetto della prima offerta avanzata, già più che sufficiente per assicurarsi le prestazioni di un giocatore ancora tutto in divenire vista la sua giovane età e le esperienze poco felici in Russia e America. Alla base del definitivo abbandono della pista Slokar, dunque, non solo motivi economici.