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Caso Manzo, davanti al Gup la nuova accusa di omicidio per Scannelli e Russo

PRATA PRINCIPATO ULTRA- Sara’ discussa davanti al Gup del Tribunale di Avellino Giulio Argenio il prossimo 23 ottobre la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio aggravato da un motivo abietto e soppressione di cadavere di Mimi’ Manzo, di cui si sono perse le tracce nella sera dell’otto gennaio 2021 a Prata Principato Ultra. La Procura aveva gia’ riqualificato la contestazione dall’accusa di sequestro di persona a quella di omicidio nei confronti di Loredana Scannelli e Alfonso Russo, così come aveva indicato nella sua ordinanza di remissione degli atti all’ufficio Inquirente il Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, accogliendo l’eccezione sollevata dalla parte civile, l’avvocato Nicodemo Gentile, per cui sarebbe stato erroneamente qualificato il fatto.
LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO
Il pm Chiara Guerriero ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei tre indagati: Romina Manzo, difesa dall’avvocato Federica Renna, Alfonso Russo, difeso dagli avvocati Palmira Nigro e Dario Cierzo, Loredana Scannelli, difesa dall’avvocato Rolando Iorio. Per la prima, figlia dello scomparso Mimi’ Manzo, l’accusa resta quella di favoreggiamento. Per i due ex fidanzati invece l’accusa si aggrava. Omicidio in concorso e soppressione e distruzione del cadavere.
LA NUOVA ACCUSA: OMICIDIO
Alfonso Russo e Loredana Scannelli sono accusati, in concorso morale e
materiale, di aver causato la morte di Domenico Manzo, il cui cadavere non è mai stato rinvenuto. Nel capo di imputazione viene ricostruita in questo modo. La sera dell’ otto geņnaio 2021 Manzo Domenico aveva avuto un acceso dissidio con la figlia Romina, nel corso del quale le contestava di avere organizzato. una festa per il suoventesimo compleanno presso la propria abitazione
in via Padre Sementa a Prata Principato Ultra , nonostante il periodo di “restrizioni”” imposte dalla normativa anti Covid. L’altra lamentela di Mimi’ Manzo era legata al fatto che nel corso della stessa festa gli invitati facevano uso di sostanze stupefacenti ed alcoliche. Manzo era contrario che la figlia Romina frequentasse Russo Alfonso e Scannelli Loredana. I due, ad avviso di Mimi’, la sfruttavano, inducendola a dissipare la somma ricevuta a titolo di risarcimento per i danni riportati a seguito di un gravissimo incidente stradale. Dopo il litigio Mimi’ Manzo, intorno alle 21:45 circa si era allontanato dalla sua abitazione, dirigendosi a piedi verso la Basilica dell’Annunziata. Quello che era avvenuto e’ noto da tempo. Mimi’, giunto all’incrocio in prossimità del Ristorante “Lucariello”, alle ore 21.50 circa, svoltava in direzione della stazione ferroviaria; da quel momento si sono perse le sue tracce. E i due indagati? Per la Procura, Russo Alfonso, che si trovava presso un bar di Prata, dopo aver chiamato telefonicamente a Manzo Romina, si era allontanato dal locale per raggiungere
I’abitazione- della Manzo. Una volta giunto notava Manzo Domenico che sì stava allontanando a piedi e dopo averlo salutato, entrava nell’abitazione, per poi uscirne alle ore 21.57 circa, mettendosi alla guida della sua auto e dirigendosi nella medesima direzione poco prima presa da Manzo, percorrendo via Nocelleto, per poi imboccare una
prima stradina che porta alla località Fontana Del Prete e giungere in prossimità della Basilica dell’Annunziata.

Scannelli Loredana alle ore 22.32 circa aveva telefonato a Russo Alfonso e lo aveva raggiunto , a bordo della T-Roc noleggiata insieme a Romina Manzo nei pressi della Basitiea dell’ Annunziata. Proprio in questo intervallo temporale i due avrebbero causato il decesso di Domenico Manzo, per poi.occultarne il corpo all’interno della VW T-Roc, ed infine, sopprimerlo. Contestazione aggravata dal fatto di aver commesso il reato per
un motivo abietto, consistito nell’aver
cagionato il decesso per potere frequentare liberamente Manzo Romina, senza gli impedimenti posti da Mimi’ Manzo.
L’ACCUSA A ROMINA MANZO
La contestazione nei confronti di Romina Manzo resta quella di favoreggiamento di Alfonso Russo e Loredana Scannelli. Per la Procura di Avellino, infatti, sulla base delle indagini dei Carabinieri, nella notte del nove gennaio del 2021 aveva riferito oralmente ai Carabinieri di Pratola Serra, intervenuti presso I’abitazione della stessa, di avere iniziato le ricerche del padre alle 22:15 insieme al solo Russo Alfonso. Successivamente aveva rettificato questa
originaria versione nel verbale di sommarie informazioni rese ai Carabinieri di Pratola
Serra il diciassette gennaio 2021, nel quale dichiarava, invece, di aver iniziato le ricerche alle 22:15 del precedente otto gennaio oltre che con Russo Alfonso anche con Scannelli Loredana. Circostanze smentite dall’esame dei tabulati telefonici e nella visione delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza cittadine. Risultava viceversa che Russo e Scannelli si sentivano telefonicamente alle
22:32 e alle 22:40 (circostanza che consente di escludere che i due si trovassero insieme alle 22.15) e successivamente si incontravano alla Chiesa dell’Annunziata,nallontanandosi, poi,in direzione Avellino e facendo rientro a Prata di Principato Ultra solo dopo la mezzanotte. Non solo. Romina aveva anche dichiarato che il fratello Francesco aveva provato a elefonare al padre alle ore 22:15 dell’otto gennaio mentre_ dai tabulati eclefonici effettuati sull’utenza di Manzo era emerso che la prima chiamata al padre era stata effettuata alle 23:02 dal
telefono della stessa e alle 23:20 dal telcfono di Manzo Francesco”. Non solo. Sempre secondo le accuse, avrebbe anche omesso di riferire sin da subito ai Carabinieri quanto dichiarato dal Russo Alfonso alle ore 03.30 circa del nove gennaio 2021, e precisamente: “di non cercare più mio padre perché ormai era morto e non si poteva fare più nulla”. Sara’ il Gup a decidere se ci sarà o meno un processo per omicidio.

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