
Manocalzati – “I sei avvisi a comparire sono solo il risultato di uno dei filoni dell’inchiesta sul rogo alla Irm”. Così esordisce il capogruppo provinciale dei Democratici di Sinistra, Franco Mazza, all’indomani della svolta da parte della Procura avellinese. “C’è ancora molto da fare. Gli inquirenti devono ancora identificare i responsabili e le motivazioni alla base del rogo. Devono individuare, una volta per tutte, la tipologia dei rifiuti che al momento dell’incendio si trovavano all’interno dei capannoni di Manocalzati”. Mazza non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia, anzi rincara la dose “…Le analisi ed il monitoraggio, finanziati dall’Ente Provincia ed estese all’intera Valle del Sabato purtroppo confermano la presenza di inquinamento diffuso. L’area dell’Irm e delle zone limitrofe è contaminata. Un dato che purtroppo non sorprende”. Intanto, a distanza di quasi un anno dal rogo dell’azienda di Manocalzati, la svolta nell’indagine. Il Procuratore della Repubblica di Avellino, Mario Aristide Romano, ed il Sostituto Patrizia Filomena Rosa hanno emesso sei avvisi a comparire relativamente all’attività lavorativa svolta all’interno dei capannoni e alle autorizzazioni per lo stoccaggio di rifiuti solidi urbani e speciali. I destinatari dei provvedimenti giudiziari sono il vice sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo, due funzionari del Comune di Avellino, l’ex Commissario Prefettizio Raffaele Sbrescia, il legale rappresentante della Irm ed un funzionario del Commissariato Regionale per l’Emergenza Rifiuti. Una svolta, insomma, piombata a ciel sereno anche se all’indomani dell’incendio del 22 gennaio 2005 era stato proprio il Procuratore Romano ad impegnarsi personalmente per scoprire la verità dei fatti. Secondo indiscrezioni già la prossima settimana la Procura potrebbe emettere nuovi avvisi di garanzia e non si escludono nomi ‘eccellenti’. In quell’indimenticabile sabato pomeriggio andarono in fiamme quintali e quintali di rifiuti tant’è che il lavoro dei Vigili del Fuoco si concluse solo dopo otto giorni. Un rogo che sin dal primo momento era stato dichiarato dagli inquirenti di chiara matrice dolosa. Un incendio devastante che coinvolse, anche se indirettamente, decine di famiglie costrette ad abbandonare le proprie case per i residui tossici prodotti dalla combustione. Per i Democratici di Sinistra è necessario che venga risolto il problema della rimozione dei rifiuti dal sito, che siano date definitive informazioni sui livelli di inquinamento dell’area, dei prodotti agricoli e della coltivazione dei terreni. “Non dimentichiamo che sulla questione dei rifiuti ancora presenti all’interno della Irm – conclude Mazza – è in atto un braccio di ferro tra i comuni di Avellino, Manocalzati e Mercogliano: pomo della discordia la ripartizione dei costi di smaltimento dei rifiuti bruciati nell’azienda nel rogo del 22 gennaio scorso”. E oggi, finalmente, la tanto attesa svolta nell’indagine preliminare. (di Emiliana Bolino)