“Il 2 maggio dovrà essere il nostro primo giorno di lavoro all’Asa”. E’ l’out-out dei 32 lavoratori ex Cecchini avanzato, come l’ultima speranza per il proprio futuro occupazionale, nel corso del summit che, su richiesta del Sindacato, si è avuto presso la sede di Viale Italia dell’Avellino Servizi Ambientali. “Un ultimatum che è l’epilogo – ha spiegato il segretario della Cisl Michele Caso, di settimane e settimane di promesse e impegni che purtroppo sono rimaste tante parole volate via con il vento. I lavoratori sono e resteranno in stato di agitazione. Sono stanchi di attendere… lo hanno fatto ormai per troppo tempo”. A distanza infatti di circa tre mesi – correva il 25 gennaio scorso – dalla sottoscrizione in Prefettura dell’accordo che prevedeva il passaggio di tutte le maestranze dall’Asa ad oggi nulla è cambiato: i 32 lavoratori sono in mezzo ad una strada, 32 famiglie ormai vivono alla giornata senza certezze… “Dopo un lungo confronto, a volte anche dai toni accesi – ha commentato Caso – i vertici dell’Asa hanno assunto un primo impegno: aggiornare a venerdì al summit per consentire all’azienda di fare il punto della situazione. I lavoratori restano comunque sul ‘piede di guerra’. Non hanno alcuna intenzione di darla vinta. Pretendono che le promesse fatte il 25 gennaio scorso siano mantenute”. Intanto l’Avellino Servizi Ambientali ha acquistato i dieci camion che sarebbero serviti per il decollo del nuovo ramo d’azienda con l’assunzione delle nuove trentadue forza lavoro. Ma per il momento restano parcheggiati in deposito in attesa che i lavoratori accendano i motori… secondo un’indiscrezione, i mezzi dovrebbero essere provati nei prossimi quindici giorni per poi procedere, il 2 maggio, all’avvio della nuova attività dell’Asa.
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