
Il leader del Partito Democratico Walter Veltroni incontrerà a Roma martedì Rosa Russo Iervolino e il governatore della Campania Antonio Bassolino unitamente ad alcuni parlamentari della regione. Un incontro non formale, ma un confronto chiarificatore. Veltroni, infatti, sa bene che il suo partito sta per esser investito dalla questione morale e proprio per questo non vuole che vicende ‘secondarie’ possano incidere negativamente sul Pd. Per questa ragione, con le necessarie riflessioni e la giusta dose di determinazione, è stato chiesto a Bassolino di lasciare il comando del Consiglio campano. Possibilmente entro Natale, in modo tale che si vada alle urne al turno delle amministrative del 2009. La notizia è stata riportata questa mattina dai maggiori quotidiani nazionali. Meglio andarsene via adesso per evitare che il caso Campania possa coinvolgere lo stesso Veltroni impegnato su più fronti per evitare lacerazioni all’interno del partito. Un ‘piccolo sacrificio’ verrà richiesto anche al sindaco di Napoli sotto forma di un rimpasto della Giunta prima che – come ha preannunciato il leader di IdV, Antonio Di Pietro – vengano fuori scottanti intercettazioni su questioni di malaffare. Insomma è sensazione alquanto diffusa che il ‘caso Campania’, inteso come rapporto di fiducia tra i cittadini e la politica, è in fase di esplosione e Veltroni non ha intenzione alcuna di danneggiare la sua immagine e quella del Partito Democratico. Segnali di tensione sono stati lanciati anche dal numero uno del Pd provinciale di Napoli, Luigi Nicolais che, in pessimi rapporti con Antonio Bassolino, è stato molto chiaro: “Se Veltroni non interviene, mi dimetto. Regione e Comune devono cambiare per un colpo d’orgoglio e per un completo rilancio della fiducia per analizzare quindici anni di storia”. La situazione descritta dall’ex ministro della Funzione Pubblica del governo Prodi, intesa come la ricerca di autocritica rispetto al passato, ha impressionato Veltroni che proprio per questo ha chiesto a Nicolais di rimanere al suo posto. Nel contempo il Pd prepara le contromosse. Certo, i dirigenti di Roma non potranno imporre con la forza le dimissioni a Bassolino, ma potranno fare opera di persuasione nei suoi confronti con segnali inequivocabili di cambiamento e di discontinuità. Probabilmente verrà offerta al governatore la candidatura alle Europee per accelerare la soluzione alla Regione e proporre il Pd con “una faccia diversa – come ha dichiarato Nicolais – con un entusiasmo basato su quello che vorremmo fare, tornando alle origini, perchè noi – ha infine aggiunto l’ex ministro – lavoriamo per servire gli altri, non per guadagnarci. Ci vogliono esperienze provenienti dal mondo delle competenze e della stessa politica, ma non i professionisti della politica”.