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Con Cioffi, alla conferenza stampa hanno preso parte i sindaci Mario Rizzi di Lacedonia, Luigi Famiglietti di Frigento, Antonio Caputo di Aiello del Sabato e l’avvocato che in queste settimane sta coordinando le attività legali del sindaci del Pd, Raffaele Tecce.
Due, sostanzialmente, le anomalie riscontrate e per le quali il Pd promette battaglia: i voti illegittimi della Provincia (4 in totale) e del presidente del Consorzio, Pietro Foglia, e la ‘faziosa conduzione’ dell’assemblea presieduta dal delegato del comune di Grottolella, Ernesto Cianciulli.
A tenere banco però sono state le ripercussioni che la mancata revoca di Foglia ha avuto in due comuni specifici della Provincia, Solofra e Montefredane, i cui Consigli comunali sono finiti nel caos. Già nella serata di lunedì, il primo cittadino di Montefredane , Carmine Troncone, ha dovuto fare i conti con le aspre critiche mossegli dal gruppo ‘Montefredane al Centro’ (“… Troncone ha fatto il salto della quaglia prima del previsto”, ndr) mentre nella cittadina della concia si è registrato ieri un primo scossone in Giunta con la costituzione del gruppo autonomo del Pd rispetto alla maggioranza.
Sulla tematica, però, i sindaci intervenuti in via Tagliamento hanno artatamente glissato.
“Abbiamo voluto che tutte le nostre eccezioni fossero inserite nel verbale della seduta – ha spiegato Franco Cioffi – appena sarà stilata la delibera presenteremo il ricorso agli organi competenti, primo fra tutti il Tar di Salerno”.
Pomo della discordia, la determina firmata lunedì mattina dal presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, con la quale sono stati ammessi alla votazione anche i due delegati di Palazzo Caracciolo, Petroccione e Buonaiuto: “La determina firmata da Sibilia è da considerarsi documento non valido ai fini dell’assemblea poiché, secondo Statuto, per poter partecipare alle attività del Consiglio generale bisogna prima aver sanato le relative somme e spettanze (circa 256mila euro, ndr)”.
“Si tratta – continua – di una eccezione che è venuta a crearsi anche perchè la magistratura ha convocato d’ufficio l’assemblea dell’Ente, esautorando di fatto il presidente Foglia che si è trovato nell’impossibilità di condurla. Ciò premesso, quindi, Foglia restava in gioco solo nel direttivo e non avrebbe potuto partecipare alle operazioni di voto”.
“Dimostreremo di aver ragione nelle sedi opportune – ha concluso – Lunedì siamo stati messi nelle condizioni di non poter esercitare i nostri diritti. E’ stato un mero atto politico teso al salvataggio di un Ente e di un presidente che non ha più la maggioranza dalla sua parte e che rimane impossibilitato a convocare il Consiglio”.