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Oggi però si registra oggi la nota a firma di due associati del Codeso, Michele De Maio (già nel direttivo dell’Unic) e Gaetano De Maio, i quali prendono le distanze da quanto enunciato sabato dal consorzio: “Pur riconoscendo al Codeso ed ai suoi attuali dirigenti un notevole impegno, non solo quantitativo ma anche di qualità, nell’interesse degli associati e dell’intera comunità, in quanto diretto ad affrontare con valide argomentazioni tecniche-giuridiche l’attuale emergenza di contaminazione della falda, non possiamo non rilevare nell’ultima nota inviata alla stampa alcuni elementi polemici e personali che sembrano mal conciliarsi con gli scopi del consorzio e che potrebbero indebolirne l’immagine, compromettendone al tempo stesso le giuste iniziative intraprese. A tal proposito è bene sottolineare che chiunque parli a nome del Codeso, senza condividere le argomentazioni con l’intera base associativa, non fa altro che esprimere la propria posizione personale”.
La nota dei due conciatori prosegue: “E’ di tutta evidenza che l’attuale situazione di contaminazione storica della falda non sia riconducibile all’attività conciaria degli ultimi anni, e tanto meno a tutte quelle aziende che con grandi sacrifici stanno affrontando la difficile situazione economica. Allo stesso modo, è altrettanto innegabile che i conciatori sono vittime e parte lesa dell’attuale situazione, essendo messa a rischio l’emungimento dai propri pozzi e conseguentemente il loro stesso diritto di continuare ad esistere e produrre. In questo difficile contesto, in cui è semplice dall’esterno additarci ingiustamente come i responsabili dell’accaduto, anziché comprendere che siamo parte lesa, riteniamo opportuno che il consorzio mantenga un giusto profilo propositivo per la risoluzione del problema, ricercando anche un’auspicabile collaborazione con tutte le istituzioni, in modo da non isolarsi e rafforzare le proprie posizioni. E’ necessario pertanto evitare qualsiasi attività distorta, finalizzata a promuovere interessi singoli, diversi da quelli della collettività dei conciatori e dell’intera comunità, convinti come diamo, che è interesse di tutti, evitando ogni ingerenza esterna, mantenere in sede locale la gestione di quelle risorse idriche che tanto hanno contribuito allo sviluppo del nostro polo industriale”.