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Casalduni: ancora una morte sul lavoro, la Filca Cisl: “Questa strage deve finire”

Si riporta la nota di Giovanni Lo Russo, SG Filca Cisl IrpiniaSannio:

La Filca Irpinia Sannio esprime dolore e vicinanza ai familiari e ai colleghi della vittima
dell’ennesima morte sul lavoro avvenuta l’altro ieri a Casalduni. Un dramma che colpisce la comunità sannita e che si aggiunge a un elenco ormai intollerabile di vite spezzate mentre si lavorava.

Non possiamo e non vogliamo chiamarle “fatalità”. Le morti sul lavoro in Italia sono diventate una strage senza fine, il prodotto di un sistema che continua a considerare la sicurezza come un costo e non come un diritto. Dietro ogni tragedia ci sono spesso ritmi insostenibili, appalti e subappalti che scaricano responsabilità, controlli insufficienti, formazione inadeguata, prevenzione lasciata sulla carta, precarietà e ricatti che spingono ad accettare condizioni rischiose.

Ogni volta si ripete lo stesso copione: indignazione, cordoglio, promesse. Ma il tema non può essere affrontato solo sull’onda emotiva delle tragedie. Serve un cambio di passo vero, un approccio stabile e continuo, capace di mettere in campo una riforma strutturale della prevenzione e della tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Per la Filca Cisl IrpiniaSannio è indispensabile: rafforzare controlli e ispezioni, aumentando personale e risorse degli enti preposti; garantire formazione reale, qualificata e continua, non adempimenti formali; intervenire sugli appalti, responsabilizzando tutta la filiera e contrastando dumping contrattuale e risparmio sulla sicurezza; dei lavoratori; rendere effettivo il sistema di prevenzione in azienda, valorizzando RLS e rappresentanza; prevedere sanzioni certe per chi viola le norme e misure che impediscano di continuare a lavorare a chi mette a rischio la vita delle persone; promuovere una cultura del lavoro in cui la vita vale più dei tempi e dei costi.

Abbiamo già fatto richiesta di incontro al Consorzio appaltatore dei lavori al quale chiederemo estrema attenzione a tutti i subappaltatori in termini di sicurezza, rispetto dei carichi di lavoro oltre a garantire la corretta informazione e formazione che ogni impresa deve fare presso gli Enti Bilaterali che rappresentano garanzia di professionalità e legalità.
La sicurezza non è una voce accessoria: è la condizione minima di civiltà. Non c’è lavoro degno se non è lavoro sicuro. E non può esistere sviluppo, né per il Sannio né per il Paese, costruito sul sacrificio di chi esce di casa per lavorare e non torna più.

Chiediamo che si accertino rapidamente le responsabilità e ribadiamo l’impegno a mettere al centro, ogni giorno, la battaglia per la sicurezza: nei cantieri, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni. Questa strage deve finire.

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