
La “Casa della salute” è stato uno dei punti notevoli proposti durante la campagna elettorale amministrativa dal “Patto democratico e popolare” guidato da Antonio Guarino. Senza dubbio farà parte del programma amministrativo, ancora in cantiere, che il primo cittadino ha promesso di rendere noto nel settembre prossimo alla comunità locale. Risulta, la “Casa della salute” un’operazione medico – sociale da porre in atto per venire incontro ai bisogni degli anziani, bambini ed operai della città conciaria. In pratica liberarsi dalla necessità di recarsi al Distretto Sanitario “Walter Tobagi” di Montoro Superiore, mendicando qualche passaggio soprattutto di pomeriggio. In pratica con la “Casa della salute”, a Solofra si ripristinerebbe quella sorta di Distretto Sanitario 9 dell’Asl Av2 esistente in via Fratta fino alla sera del 15 settembre del 1995. Cosa successe quella sera? Semplice, si riunirono i sindaci del Distretto Sanitario 9 rappresentanti i Comuni di Solofra, Montoro Superiore, Montoro Inferiore, Serino, S. Lucia di Serino, S. Michele di Serino e S. Stefano del Sole. Al termine della riunione deliberarono “…come sede del distretto la struttura del ‘Walter Tobagi’ di Montoro Superiore con l’obbligo di comunicare questa volontà al Presidente della Conferenza dei Sindaci ed al Direttore Generale dell’ Asl Av 2 di Avellino”. Fu un’ intesa che sfavorì principalmente gli anziani ed altre fasce bisognose di vaccini vari. Ma Solofra, con quella riunione, si vide scippata soprattutto del Distretto Sanitario. Tutti i sindaci firmarono il documento per esteso, De Chiara, all’epoca sindaco di Solofra, pose una sigla che rinnegò inizialmente. Poi messo alle strette, in Consiglio Comunale del 15 dicembre ’95 ammise qualcosa. “Sì è vero – dichiarò – a quella riunione di Sindaci fisicamente c’ ero, ma non ho firmato nulla…girano certe carte con un graffio che non è il mio”. Ma venne contraddetto dai sindaci firmatari del verbale di riunione. Solofra si ribellò e con essa i partiti politici. Ci fu subito una raccolta firma contro la dislocazione del Distretto Sanitario di via Fratta. Le cantonate cittadine e delle frazioni di S. Agata Irp. e S. Andrea vennero tappezzate da molti manifesti di disapprovazione dei vari partiti come Ppi, Polo del Buongoverno, gli stessi pidiessini presenti nella maggioranza di De Chiara e la stampa locale. Nacque così il giallo della firma ma per legge, sentenziò un sindaco firmatario, la sigla apposta da De Chiara equivaleva ad una firma. Stranamente non se ne parlò più della vicenda, tranne qualche ulteriore sporadico attacco messo in atto proprio dal Pds locale. Tutto sembrava finito nel dimenticatoio. Non fu così, perché la vicenda tornò a galla durante le amministrative del ‘97 grazie al Polo e alla lista di matrice centrosinistra “Uniti nel lavoro per la città”. Per la cronaca qualche giovane del Ppi finì in caserma perché trovato ad affiggere volantini, negli spazi elettorali, con su allegato fotocopia del “verbale di riunione sindaci distretto 9-Asl2-Av”. Quindi una vicenda incresciosa già di per sé, con una coda ancora più spiacevole. E il Distretto Sanitario finì per occupare i locali del “Walter Tobagi” della frazione Torchiati di Montoro Superiore. E pensare che anni addietro le forze politiche locali tutte, si erano battute per la sua nascita a Solofra in quanto centro industriale importante del sud e bisognoso degli interventi delle strutture sanitarie soprattutto per i lavoratori locali e dell’ hinterland. Alcuni servizi, tipo le vaccinazioni, negli ultimi anni sono ritornati a Solofra nella ex struttura del Distretto Sanitario. Ora dopo l’ ulteriore summit tra il neo consigliere delegato alla sanità, Angelo Montoro, la d.ssa Anna Marro referente del Direttore Generale dell’ Asl Av2, il dottore Landolfi, si è concordato di fare uso dello stabile, ex Distretto Sanitario di via Fratta. C’ è stato il sopralluogo dei tecnici comunali e dell’ Asl Av2 per una prima bozza circa gli interventi da attuare allo stabile. Se l’ operazione “Casa della salute” va in porto, “garantisce al cittadino – asserisce il delegato alla Sanità – una prosecuzione assistenziale e terapeutica nell’ arco delle 24 ore e sette giorni su sette”. Funzioneranno un insieme di servizi condivisi sul principio del PAT( Programma Attività Territoriale del distretto), del Piano Sociale di Zona e del Piano Integrato di Salute. Il progetto dovrebbe sopperire la lontananza dei servizi specialistici e dei centri Cup esistenti nel Distretto Sanitario di Montoro Superiore. Nella “Casa della salute” è previsto un Cup per la prenotazione di prestazioni specialistiche cliniche e diagnostiche; uno sportello socio-sanitario; programmi di intervento sui fattori ambientali; predisposizione e realizzazione di screening sulle principali malattie e vaccinazioni. Saranno presenti unità di assistenza primaria, la presenza di sei medici di medicina generale e personale paramedico. Sarà presente anche uno sportello per gli immigrati. (di Dante Grimaldi)