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L’Unpli da diversi anni, forse troppi, ha lavorato per mettere insieme e a rappresentare e coordinare i carnevali irpini nel pieno rispetto della tipicità locale. Ogni paese rappresenta il proprio carnevale e tutti insieme rappresentano i carnevali d’Irpinia. Il panorama provinciale è composto da diversi modi di espressioni artistiche e popolari: tarantella di Montemarano, a cui si rifà Volturara Irpina, Torella dei Lombardi, Castelfranci, le Zeze di Bellizzi, di Mercogliano, Monteforte, Cesinali, i carri di Paternopoli (ed anche di Castelvetere che quest’anno salta) il ballo n’treccio di Forino, del Montorese, il laccio d’amore del Vallo di Lauro e del Baianese con Avella, Taurano, Pago Vallo di Lauro, Sirignano, la Mascarata di Serino, la ndrezzata di Cervinara, il carnevale della Baronia con Carife, i mesi e il funerale, oltre ai carnevali spontanei che spuntano in tutti gli altri paesi.
Il patrimonio culturale è notevole e diffuso su tutto il territorio provinciale e si rafforza grazie alla passione della popolazione. Il carnevale riesce ad essere vivo e vincente nella società di facebook e di youtube e ad attrarre l’interesse di migliaia e migliaia di visitatori molto verosimilmente perchè riesce a trasmettere contemporaneamente grande energia e a rappresentare in modo gioioso e libero l’identità creativa di un popolo composto da tutte le categorie senza distinzione di classe sociale e di sesso. La maschera rende per questi giorni tutti uguali. Il carnevale è interessante, oltre all’aspetto culturale, anche per quello economico e turistico.
E’ scontato che il carnevale muove economicamente le aziende che confezionano i costumi, artigiani, gli esercizi commerciali legati alla somministrazione di bevande e della ristorazione. Anche sotto il profilo turistico il carnevale, ma meglio sarebbe dire il periodo del carnevale, rappresenta una ghiotta occasione di sviluppo turistico abbinato all’enogastronomia irpina. Il carnevale, soprattutto nell’area di Montemarano e Paternopoli, vede la presenza di molti turisti che sfuggono alle statistiche in quanto sono ospiti presso case private e che portano ricchezza al territorio, poca ma c’è. Sul patrimonio culturale irpino, sul carnevale come sulle altre tradizioni irpine (per questo rimando ad una brochure pubblicata sul succitato nostro sito) e sulle iniziative delle pro loco si può e si deve investire per ragioni di carattere culturale, economico e turistico.
Anni addietro l’Unpli ha chiesto agli enti locali la costituzione dell’ente del carnevale e delle tradizioni irpine, quale efficace strumento per sostenere il patrimonio culturale e turistico. Rilanciamo questa proposta che si basa sulla ricerca delle nostre tradizioni in stretto collegamento con l’Università, nella diffusione di tutto il nostro folclore (già sono in atto corsi della tarantella monte maranese che vanno in questa direzione) nel sostenere i gruppi e le associazioni nella preparazione del carnevale, nel creare e rafforzare un’organizzazione turistica e nell’utilizzazione del marketing concentrato, volto a segmenti di mercato specifici, a chi è distante tre ore di distanza dall’irpinia e agli emigranti irpini e ai loro discendenti all’estero. Ciò perché l’ente può inserire il carnevale o meglio i carnevali irpini in un circuito regionale e poi nazionale, senza però snaturare il nostro grande patrimonio culturale. Da poco è ripreso il tavolo provinciale di concertazione sul turismo nato anche su una forte iniziativa dell’Unpli. Al tavolo le Pro Loco irpine ridanno fiducia per lo sviluppo culturale e turistico dell’Irpinia.