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Carlo Sibilia sale sul tetto di Montecitorio: sospeso per 5 giorni

Per cinque giorni non potrà partecipare ai lavori del Parlamento. Il “cittadino” Carlo Sibilia, era tra i 12 che qualche giorno fa salì sul tetto di Montecitorio per inscenare la protesta contro il disegno di legge per le Riforme costituzionali. Una contestazione, quella dei deputati 5 Stelle, che era stata benedetta anche da Beppe Grillo, “fiero di essere rappresentato” da quei parlamentari che avevano trascorso la notte all’addiaccio attrezzati con “acqua, roba da mangiare e tutta la tecnologia del caso”. C’è da dire che la sanzione è stata mitigata. I questori di Montecitorio avevano proposto uno stop più lungo, di sette giorni, sul quale però non si è trovato un accordo neppure dopo tre ore di discussione. Dunque trascorreranno soltanto cinque giornate lontani dalla Camera. Carlo Sibilia sarà quindi ricordato non solo per essere il primo grillino d’irpinia ma anche per essere indisciplinato. Sarebbe stato meglio far pagare una pena pecuniaria, anche perché subito dopo l’abbandono dal tetto i questori avevano presentato una lunga lista di danni causati dalla bravata. Tra le voci: gli straordinari di circa sessanta impiegati, il presidio del 118, le attività tecniche, la sicurezza, l’illuminazione. Il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha comunque ribadito l’eccezionale gravità di quanto accaduto. Ma non basta. La presidenza della Camera invierà inoltre una lettera al capogruppo M5s Riccardo Nuti per richiamare tutti i deputati 5 stelle ad utilizzare “in modo uniforme al profilo istituzionale” i locali di Palazzo Marini. Una ‘pena’ accolta con molto fastidio dagli interessati. Che sono sbottati quando, arrivando davanti alla sala dove si stava discutendo, hanno trovato un funzionario della presidenza che comunicava ai giornalisti l’esito della riunione. “È una vergogna, nemmeno in un tribunale si comunica la pena prima alla stampa e poi agli imputati”,lo ha accusato Laura Castelli Un piccolo parapiglia che è solo la coda delle polemiche che sono andate avanti per tutto il corso del pomeriggio. “Boldrini dovrebbe imparare cosa è il decoro istituzionale prima di ergersi a giudice dato che in nostra assenza ha dichiarato alla stampa la nostra sanzione prima che a noi. Vergogna”, ha insistito Manlio Di Stefano, uno dei grillini. Ma c’è stato tra i movimentisti anche chi ha fatto i conti con il portafoglio: “Considerando che saranno cinque giorni in cui si voterà, ci verranno decurtati circa 200 euro al giorno dalla diaria”. Vorrà dire che restituirete meno alla fine del mese? “No, significa che dovremmo mangiare di meno”. Siamo inItalia, grillini o non, entrati nel Palazzo si diventa tutti uguali.

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