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Caposele – Ds: “L’Arcobaleno rinvii l’appuntamento alle urne”

Caposele – “Quando il prossimo lunedì 28 maggio si chiuderanno i seggi elettorali, verosimilmente, a Caposele non sarà raggiunto il quorum della metà dei votanti e, pertanto, come previsto dalla legge, le elezioni amministrative saranno nulle”. È il quadro tracciato dai Ds di Caposele ed illustrato in una nota dal coordinatore Agostino Montanari. “La competizione elettorale subirà, in tal caso, un rinvio di alcuni mesi, durante i quali le due compagini, una reale, l’Arcobaleno e, l’altra (ora) virtuale, perché ricusata, Caposele nel Cuore, potranno impegnarsi a riempire di contenuti politici una competizione che allo stato, per ovvi ed evidenti motivi, ne è priva. Creare le condizioni per un dibattito politico vero, serrato, anche forte, basato su idee alternative per il futuro della nostra comunità, sui nostri giovani e sulle priorità per il rilancio economico del territorio è una sfida che deve coinvolgere tutte le forze politiche e sociali di Caposele. In tale prospettiva sarebbe ragionevole e apprezzabile che l’Arcobaleno, di sua iniziativa, annunciasse e invitasse i propri elettori a rinviare l’appuntamento alle urne. Sarebbe questa una scelta di grande coraggio, un gesto che, da parte dei candidati dell’unica lista ufficialmente in campo, contribuirebbe a far prevalere la ragione e il dialogo sull’animosità e l’irragionevolezza che in questo momento rischiano di prendere il sopravvento. Rinviare l’appuntamento alle urne sarebbe un’iniziativa di grande responsabilità e di distensione verso una larga parte dell’elettorato che in questi giorni mostra segni di incredulità e di smarrimento per una norma elettorale ai più incomprensibile; sarebbe, inoltre, un gesto di rispetto nei confronti di tanti altri elettori che, non schierandosi aprioristicamente per l’una o per l’altra parte, vorrebbero partecipare alla competizione mantenendo la segretezza della propria scelta. È del tutto evidente, invece, che, in questo clima, scegliere di andare o non andare a votare significherebbe rendere pubblico un proprio personale orientamento. Le elezioni amministrative non possono essere trasformate in un referendum abrogativo in cui gli elettori sono messi nella condizione di non poter scegliere tra due reali alternative. Rimandare il voto ad una situazione di normalità, di effettivo confronto tra due schieramenti, farà in modo che ogni elettore possa sentirsi più libero e più tutelato nel segreto dell’urna, che in tal caso diventerebbe per tutti autentica scelta di partecipazione, di libertà e di democrazia. Si raggiungerebbero così due fondamentali obiettivi: il primo politico, perché finalmente si parlerebbe di programmi e di cosa fare per Caposele nei prossimi cinque anni, offrendo concretamente agli elettori due opzioni alternative; il secondo, non di poco conto, di ritrovata coesione e rispetto verso l’elettorato, che manterrebbe l’effettiva privacy ed efficacia del voto”.

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