Caposele – “Sono qui per ricostruire la memoria, chi fosse sospeso nel vuoto non sarebbe in grado di guardare oltre. Occorre riprendere dalla grande storia perché il compito della politica è quello di aggregare: quelli che parlano da soli o che fanno i maestri sono buoni per scrivere i libri, ma non sono politici. Da adesso a Natale racconteremo la nostra storia comunità per comunità alimentando il dialogo contro la crisi che stiamo vivendo a causa dell’appiattimento della società. Senza il conflitto e senza la dialettica non c’è vita”. Così l’onorevole Ciriaco De Mita che ha concluso il convegno dal tema “I Popolari nella realtà politica provinciale e regionale” che si è svolto nel pomeriggio presso la sala polifunzionale di Caposele ed è tornato sulle linee generali lungo le quali ha immaginato possa svilupparsi il percorso dentro la Costituente, ma non ha fatto riferimenti specifici al tema delle alleanze: “Con serenità e preoccupazione – ha affermato – dico che la questione non è chi vince o chi perde, il rischio è che la partita non si giochi perché non ci sono i termini per la competizione. Il problema non è dove andiamo, perché se così fosse il sistema crollerebbe. Va bene l’organizzazione del partito, ma a patto che ci spieghiamo perché ci organizziamo”. L’ex presidente del Consiglio dei Ministri ha risposto al segretario provinciale dell’Udc, Angelo D’Amelio presente al convegno, osservando “che nel momento in cui siamo andati in crisi ognuno ha difeso con fierezza la propria storia senza pensare all’aggregazione”. De Mita non ha fatto nessun riferimento diretto alle questioni provinciali, si è limitato ad osservare che “i Ds non si riconoscono negli ex Margherita, accusandoli di prendere tutte le posizioni, ma nel giorno in cui avranno occupato tutto capiranno di non essere nessuno. Non c’è mai stata una politica così arrogante e violenta: la violenza – ha spiegato – si può comprendere se è funzionale alla conquista di un obiettivo”. Sulla legge relativa alla riforma della scuola, De Mita ha osservato che riguarda soltanto la riduzione dei costi per arrivare al pareggio di bilancio negli anni 2010-2001; viceversa la questione doveva essere come organizzare la scuola. E sui tagli nella sanità ha affermato che la questione non è la conservazione degli ospedali inefficienti: il problema è che il cittadino deve essere tutelato e che il medico è bravo se gli utenti lo scelgono. Gaetano Calabrese, ex consigliere provinciale dei Popolari, è tornato ad attaccare il Partito democratico, capace soltanto di guidare l’assalto agli enti per sfiduciare chi non ha sottoscritto l’adesione a quel partito. La politica non è mera gestione del potere, ma concorso di idee per affrontare questioni come sanità e territorio che necessitano di risposte chiare e responsabili. Era stato previsto l’intervento di Giuseppe De Mita, che ha rinunciato per Angelo D’Amelio, segretario provinciale dell’Udc: “Parla tu – ha affermato De Mita Junior – perché la pensiamo allo stesso modo”. D’Amelio ha sottolineato che è arrivato il momento di iniziare a parlare in maniera concreta per partecipare al cambiamento radicale della politica nazionale. “Il presidente Casini ha avuto la forza e la capacità di mettere in campo una strada nuova – ha evidenziato – in un momento in cui nel partito si è aperto un dibattito interno molto duro, che ha visto ridurre lo spazio del dialogo. La politica, così come è strutturata, non è in grado di affrontare i problemi, perché si è ridotta a rispondere ad esigenze personali e non a questioni generali. Occorre superare la logica seguita da chi svolge il ruolo di comparsa nei territori per rafforzare il legame tra le istituzioni e la gente comune – ha aggiunto – e per farlo abbiamo bisogno di riscoprire le radici comuni e la condivisione degli obiettivi oltre i personalismi ed i campanilismi”. Carmine Basile, ex primo cittadino di Calabritto, ha evidenziato che la presenza di D’Amelio è il segno del dialogo in corso sulle future alleanze e che sulle ceneri della Democrazia cristiana si può ricostruire il nuovo partito, che dovrà avere a riferimento il miglioramento della qualità della vita in termini di valori e di radicamento sul territorio. Ferdinando Faia, amministratore a Senerchia ed assessore della Comunità Montana Terminio Cervialto, ha lanciato un messaggio forte e chiaro: “Se ognuno di noi ha passione civile e sa comunicarla, sicuramente chiude il cerchio di solidarietà che ogni comunità ha necessità di avere – ha precisato – e contro le tante persone che fanno chiacchiere occorre tornare alle origini, facendo politica dentro e fuori dalle sezioni”. Per il Comune di Teora è intervenuto il sindaco Salvatore Di Domenico, che ha lamentato l’assenza di una classe dirigente a livello nazionale e regionale in grado di dare risposte alle esigenze concrete delle comunità, tipo quella dei rifiuti. I lavori sono stati introdotti dal sindaco di Caposele, Pasquale Farina. Sono intervenute Antonella Di Vincenzo ed Annachiara Casillo, due giovani dirigenti locali del partito, che hanno sottolineato la necessità di ritrovare il ruolo della politica per realizzare il vero obiettivo che essa deve perseguire: riuscire a dare risposte alla gente in un momento di grave disagio economico e sociale. Sala particolarmente gremita di cittadini, amministratori e dirigenti di partito, tra i quali Giuseppe De Mita e Mario Bruno, Crescenzo Pratola, presidente provinciale dell’Udc, Pietro Foglia, presidente Asi, Giuseppe Del Giudice, sindaco di Nusco, Pino Freda ed Enza Ambrosone, consiglieri comunali di Avellino, Giuseppe Solimine e Luciano Leone, rispettivamente presidente e assessore alla formazione della Comunità Montana dell’Ufita e Giuseppe Di Milia, sindaco di Calitri e presidente della Comunità Montana Alta Irpinia.
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