Caposele – Convegno sull’acqua. Botta e risposta Maselli – Di Iorio

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Caposele – Un confronto organizzato dall’Associazione 360° per discutere di “Acqua: prossima emergenza”. Nel parterre affollato della sala polivalente della “città dell’acqua” si sono confrontati esponenti istituzionali e tecnici sul ruolo e le prospettive future della centralità del tema acqua e del suo “scippo” che mette a repentaglio il patrimonio idrico non solo irpino ma extra regionale. Dopo i saluti del sindaco del comune di Caposele Pasquale Farina, ha fatto da apripista ai diversi relatori l’assessore comunale Angelo Ceres che ha lanciato l’allarme: “c’è un rischio che 3 miliardi di persone non avranno accesso all’acqua potabile”. Michele Marzullo, presidente dell’associazione 360° ha invece descritto i compiti e le funzioni del movimento“ nato per valorizzare risorse umane e professionali, produrre ricerche, suggerire nuovi interventi alla politica, offrire occasioni di confronto, promuovere corsi di formazione”. Per Marzullo, “c’è sfiducia nei partiti, il nostro obiettivo – afferma – è quello di dialogare a tutto campo con tutti. Noi chiediamo una buona leadership, maggior rispetto della politica verso i cittadini che hanno bisogno della politica”. Il consigliere comunale Gonnella, ingegnere impegnato come attività professionale nell’Ente A.T.O., ha espresso dubbi e perplessità sul management delle società di gestione dell’acqua “assenza di buoni risultati”, affermando, altresì, parere “negativo all’affidamento delle acque all’amministrazione dei privati”. Per il giornalista Pierangelo Piegari già sindaco di San Gregorio Magno per ben 23 anni, “l’acqua è un bene primario. La prima volta che sono stato eletto sindaco, il primo impegno che ho portato a termine nei primi nove mesi dell’amministrazione è stato quello di portare l’acqua in una frazione. Nei paesi – ha aggiunto Piegari – il problema dell’acqua è stato risolto dai sindaci che sono diventati esperti sul campo”. Ampia, articolata ed applaudita è stata la relazione del dott. Sabino Aquino nella sua duplice veste di presidente del Parco Monti Picentini e di dirigente tecnico della Spa Alto Calore Servizi. Aquino, ha evidenziato le caratteristiche morfologiche del sistema montuoso della provincia di Avellino fatto di “roccia fratturata e carsificata attraverso le quali le acque affluiscono alle sorgenti” per soffermarsi analiticamente sulla resa delle stesse “6 mila litri il secondo, dal massiccio del Partenio che sono utilizzati dagli abitanti dell’area vesuviana; 40 litri il secondo per mq da quello del Terminio che alimentano l’acquedotto del Serino che soddisfa i bisogni di Napoli; 4 mila litri il secondo dal massiccio del Cervialto che partendo dal comune di Caposele alimentano l’acquedotto pugliese; 2 mila litri di acqua, la produzione dei Monti Vicinici, che va a soddisfare i bisogni della Costiera Amalfitana”. Altro aspetto sostanziale per la formazione dell’alta quantità del prezioso elemento del bacino acquifero dell’Irpinia è quello che attiene la funzione svolta dalla vegetazione che ammortizza le acque piovane, le trattiene e le trasferisce nel substrato calcareo dei massicci montuosi e fa sì che non si disperdano nel reticolo idrografico di ruscellamento a valle. Per il presidente del Parco Monti Picentini, “da non sottovalutare la oligomineralità dei complessivi 18 mila litri di acqua il secondo che producono i bacini irpini. I rischi di tutta questa acqua: “inquinamento e sovrasfruttamento. L’inquinamento è causato dai batteri che si possono trattare e dai fitofarmaci sintetici, non trattabili, che avvelenano le acque. Il sovrasfruttamento è ancora più grave dell’inquinamento perché produce una sofferenza atroce per i fiumi”. Infine ha concluso Aquino, “ci opponiamo all’attuale prelievo, perché dobbiamo prendere l’acqua solo a gravità, non in profondità dei pozzi, come oggi avviene”. La formula equilibrata per Aquino da tenere in considerazione è: • P = E + I + R che, in sintesi, significa che il prelievo deve essere inferiore alla capacità di carica del bacino; • Evitare perdite investendo sul rifacimento delle reti idriche; • Impegnarsi in interventi di bonifica. Franco Maselli, presidente dell’Alto Calore Servizi, ha lanciato un grido di allarme: “siamo già nell’emergenza, se è vero che c’è una richiesta d’acqua con una tendenza che fa prevedere una domanda che supera l’offerta. La vicenda è drammatica perché non c’è consapevolezza di questa condizione: consumiamo tanta acqua e non ci accorgiamo che stiamo consumando più di quello che abbiamo. C’è scarsità delle risorse a causa del sovrasfruttamento, c’è siccità ed i bacini non si ricaricano. Al riguardo ho già chiesto alla Regione Campania il riconoscimento dello stato di calamità”. Per il Presidente Alto Calore Servizi, “c’è disattenzione della Regione Campania che sottovaluta l’importanza della tutela idrica, non tenendo nel debito conto nemmeno dell’invito ad attenersi, al riguardo, esplicitato dalla Comunità Europea a tutti gli Stati membri. La Regione Campania – ha dichiarato – su una disponibilità di 138 milioni di euro per progetti, per l’Alto Calore Servizi ne ha riservato solo uno. La Regione,è sorda ed omissiva”. Maselli ha pertanto lanciato “ un appello a tutte le forze politiche a che alla Regione Campania si valuti il rischio di vita degli abitanti della Campania, della Puglia e della Basilicata! La Regione – ha poi aggiunto – deve farsi carico di come salvaguardare queste risorse alla luce di queste emergenze, riscrivendo le regole per l’attingimento delle acque: c’è bisogno di Un Patto per l’Acqua perché, se è vero che ci sono sorgenti per milioni di persone, è pur vero che non tutti i gestori utilizzano l’acqua che possono attingere; facciamo una banca dell’acqua per una distribuzione solidale. Il direttore qualità di “Ferrarelle Spa” leader mondiale delle acque minerali, Nicola Manna ha evidenziato: “coltiviamo, non sfruttiamo l’acqua minerale. A mezzo di un processo industriale portiamo al consumatore acqua minerale inalterata, non utilizzabile per altri consumi”. Poi si è soffermato “sulla loro formazione e composizione, sulle sorgenti di captazione, sui controlli circa l’inquinamento dei relativi pozzi di attingimento che, se positivi, devono essere subito dimessi dalla loro funzione. Nicola Di Iorio, Presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto: “sono d’accordo con il Presidente Maselli. La Regione Campania è assente sui problemi della provincia di Avellino. Abbiamo una Regione che è matrigna perché abbiamo perso una capacità di rappresentanza della nostra terra. Poi la stilettata, “il sen. De Luca ha scelto di pensare a se stesso, alla sua carriera politica ed ha abbandonato l’Irpinia”. Infine, “sulla questione dei 6 milioni di debiti dell’Alto Calore, dobbiamo dire che cosa è successo in quell’Ente di servizio” e Maselli interrompendolo ha “promesso” che “a giorni farò una conferenza stampa chiarificatrice” . Di Iorio ha infine invitato a porre al centro dell’attenzione un solo patto “un patto per l’Irpinia, come orizzonte della linea politica dell’Irpinia, altro che le cento Irpinie”. Ha chiuso il convegno con il suo intervento Francesco Lettera, docente di diritto dell’acqua all’università di Trento e consigliere giuridico del Governo per le acque e Bacini. “Tutta l’Irpinia, – ha aggiunto – è un’area da salvaguardare; non è pensabile che Napoli e la Puglia prendono acqua senza pagare chi si priva di una dotazione naturale di acqua. La solidarietà non va solo in discesa, ma anche in salita: pagando una quota che riconosca una solidarietà, sarà anche un invito a consumare con parsimonia l’acqua. Il canone di concessione non può essere più irrisorio e deve essere concordato con le comunità che perdono risorse a vantaggio di altre comunità”. Insomma un buon convegno quello di ieri sera moderato da Gelsomino Grasso, che amplia i temi e le problematiche dell’emergenza acqua: il monito lanciato dai relatori e in particolare dai tecnici non va assolutamente preso sottogamba. Anzi, è il caso di accelerare…. per non perdere e disperdere il bene prezioso dell’Irpinia.

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