
Politiche 2006: la presunta fuoriuscita di Angelo Flammia ha lasciato perplessi addetti ai lavori e non. Un curriculum di tutto rispetto che non è bastato a fargli preservare la propria posizione (fino a qualche ora fa mai messa in discussione) tra gli scranni del Senato. Una sola legislatura alle spalle che gli è valsa la stima e il riconoscimento degli inquilini di Palazzo Madama. Non solo. Il rispetto e l’apprezzamento dell’Irpinia. Nessun ‘no comment’. Con la disponibilità che lo distingue, il senatore Flammia chiarisce, non senza una punta di rammarico, la precarietà di un’ipotesi per nulla definita. “Ipotesi che ha qualche fondamento – precisa l’esponente diessino – ma che per il momento è ancora in alto mare”. Una presa di posizione che ha colto di sorpresa lo stesso senatore. Pare, infatti, che la componente di Flammia, che fa capo a Cesare Salvi, abbia a sorpresa ‘preferito’ l’uscente Massimo Villone, candidato nella circoscrizione Campania 1. Decisione avversata fortemente dal coordinatore regionale Samuele Ciampi forte sostenitore del senatore irpino. Nessuna dichiarazione dalla segreteria provinciale dei Ds. Un silenzio che la dice lunga sull’asperità interna al partito. “Evidentemente non ho protettori – afferma Flammia – Sono un cittadino libero che ha portato fino in fondo il proprio dovere”. L’unico rammarico, se l’ipotesi non candidatura dovesse essere confermata, resta la consapevolezza che il territorio altirpino perderà la rappresentanza diessina in Senato. “L’Alta Irpinia ha bisogno di avere riferimenti precisi – conclude Flammia – Ma per il momento niente è ancora certo”. Di sicuro ci sarà un nuovo faccia a faccia tra Flammia e Salvi che chiuderà, in un modo o nell’altro, il capitolo candidature. (di Marianna Morante)