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Candelora day: Rifondazione rilancia sui Pacs a ritmo di Paranza

Montevergine – Canti e balli popolari ingannano l’attesa della “sagljuta” mentre coloratissimi carri, trainati da buoi o cavalli, iniziano l’ascesa fino al convento per chiedere la ‘grazia’ a Mamma Schiavona. E’ arrivato il giorno della Candelora. Un appuntamento non solo religioso, diventato ormai giornata dei diritti civili per la quale si attende l’arrivo di centinaia di persone da tutta la regione e oltre. Mancherà questa volta la presenza della deputata Vladimir Luxuria, al suo posto ci saranno tra gli altri l’on. Titti De Simone, Aurelio Mancuso segretario nazionale ArciGay, Elisabetta Piccoletti, portavoce nazionale Giovani Comunisti/e, Carlo Cremona presidente I-Ken e Leila Dainais, presidente ArciTrans Libellula 2001. Ma a tenere alto il ritmo della festa e della preghiera ci penserà anche la Paranza di Marcello Colasurdo. E’ questo lo spirito con cui Rifondazione comunista rilancia il Candelora Day, quest’anno dedicato alla battaglia sui Pacs. E con dati alla mano ricorda: “Nel nostro Paese, secondo dati Istat, più di 500 mila cittadini sono conviventi, sono cioè coppie di fatto eterosessuali e omosessuali non riconosciute. Ricerche e indagini autorevoli confermano che a questi si aggiungono un altro milione di persone che non ha denunciato questa condizione; in Europa, l’Italia è fra i pochi Paesi che non hanno ancora legiferato in materia di riconoscimento delle unioni di fatto”. Così Gennaro Imbriano e Francesco Pennella, rispettivamente segretario provinciale del Prc-Se e coordinatore dei Giovani Comunisti. “Vi è l’urgenza -continuano i due esponenti di Rifondazione- di colmare questo vuoto legislativo per non condannare alla clandestinità, o ad un diritto di cittadinanza di serie inferiore, centinaia di migliaia di persone che hanno deciso liberamente di vivere il proprio amore”. Dunque, dal Candelora-day viene una richiesta ‘gioiosa e perentoria’ a Governo e Parlamento: riconoscere nel nostro ordinamento giuridico pari dignità e pari diritti a coloro che “scelgono di costruirsi una vita insieme, al di fuori del vincolo matrimoniale”. In particolare, aggiungono Imbriano e Pennella: “Devono essere attribuiti alle parti i diritti e i doveri reciproci di assistenza morale e materiale; le parti devono poter regolare il loro regime patrimoniale; estendere la pensione di reversibilità dell’altro; estendere al contraente extracomunitario il permesso di soggiorno, garantire l’assistenza sanitaria: il programma dell’Unione dice esattamente questo”. Intanto alla Camera è stato compiuto il passo: “Siamo fiduciosi – concludono – che presto verrà sancito anche in Italia un principio di non discriminazione. Il riconoscimento di questi diritti è un fatto di mera civiltà, solidarietà e rispetto delle persone”. Ma anche Beniamino Petracca Comitato politico Provinciale PRC e Giovanni Maraia del Comitato Politico Nazionale PRC intervengono sulla giornata con la seguente riflessione: “Facciamo nostro l’appello di Don Vitaliano Della Sala,affinchè la festa della Candelora possa finalmente ritornare ad essere un rito antico e sentito intimamente dai cattolici. Questa celebrazione della “Purificazione della Madonna dopo il concepimento del figlio maschio”,deve conservare la sua suggestione e la sua sacralità. Invochiamo anche noi il rispetto della tradizione popolare poichè questa celebrazione è una pratica di religione dal basso che sfugge quindi alle gerarchie ecclesiastiche. Inoltre,nel rispetto di tutti i cristiani,non può essere strumentalizzata da chicchessia e per tutte le questioni anche importanti crediamo vi possano essere altri luoghi ed altri momenti per discuterne. Ci auguriamo quindi ,che questa e le successive celebrazioni della Candelora,si svolgano nel completo rispetto della tradizione, senza che nessun episodio o spettacolarizzazione, estranea alla riservatezza di tradizioni religiosì così antiche,possa avere il sopravvento. Come alcune volte biasimiamo l’invadenza vaticana nelle scelte politiche, così saremmo costretti a farlo,se la politica invadesse le sfere popolari-religiose.

Il programma del Candelora Day 2007
Ore 11.00 Abbazia di Montevergine: Candelora Pride
ore 17.00 Avellino – Carcere Borbonico: Uguali diritti uguali dignità. Intervengono: Saverio Aversa – quotidiano Liberazione; Paolo Valerio – ordinario di psicologia clinica – Fed II; Aurelio Mancuso, segretario nazionale ArciGay; Elisabetta Piccoletti, portavoce nazionale Giovani Comunisti/e; Carlo Cremona – presidente I-Ken; Leila Dainais, presidente ArciTrans Libellula 2001; Titti De Simone, deputata Prc-Se.
Ore 22.00 Avellino, Garage Records: Absolutely queer Disco night.
Organizzano: Rifondazione Comunista-Sinistra Europea Avellino, Zia Lidia S.C., Arcigay, Arcilesbica, ribellArci, I-Ken, Giovani Comunisti/e.

Breve storia del Candelora day
Ogni anno, il 2 febbraio, in occasione della Candelora, tutti i “femminielli” da Napoli si ritrovano sul sagrato di Montevergine a intonare canti di ringraziamenti alla Madonna Schiavona al ritmo della “Tammurriata”. Secondo una leggenda che si tramanda da secoli, la festa dei “femminielli” sarebbe ancora più antica della costruzione del Santuario stesso e risalirebbe addirittura al 1256, quando due omosessuali furono cacciati dalle mura cittadine per atti considerati osceni e portati sul monte Partenio per lasciarli morire in una giornata d’inverno. Invece il miracolo si compì, e oltre al sole che squarciò le tenebre i due potettero anche accoppiarsi secondo le leggi di natura. I “femminielli” da anni si recano il 2 febbraio per ringraziare la Madonna per il miracolo compiuto, in una tammurriata di sincretismo religioso tra sacro e profano accettata da tutta la comunità che vi partecipa ormai da anni con grande coinvolgimento.
Nel febbraio del 2002 l’Abate del Santuario di Montevergine con un grave atto scacciò i “femminelli” dal sagrato della Chiesa accusandoli di “profanare un luogo sacro”, sostenendo che “le loro preghiere non erano gradite” e urlando “vergogna, vergogna”. Già allora l’Irpinia seppe ribellarsi facendo del 2 febbraio una giornata che parla ai diritti, alla dignità, alla sessualità liberamente vissuta di tutti e tutte. Quest’anno il Candelora Day sarà dedicato alla battaglia sui Pacs.

L’on. Titti De Simone chiede diritti e dignità per le coppie di fatto
Titti De Simone, già Presidente dell’Arcilesbica e oggi Deputata di Rifondazione, membro dell’Ufficio di Presidenza della Camera: “Il Candelora day è una occasione per bloccare i tasversalismi clericali e chiedere l’appovazione di una legge che riconosce i diritti, per squarciare il velo oscurantista e di ipocrisia che ancora c’è in certi settori dell’Irpinia”.

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