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Campania – Pdci, il comitato regionale detta le priorità

Benevento – Il Comitato Regionale del PdCI della Campania, riunitosi a Benevento il 14 luglio e aperto alle segreterie provinciali, ha approvato la relazione del segretario regionale. Nel confronto aperto sui temi della previdenza tra Governo e parti sociali i Comunisti Italiani della Campania leggono il fallimento economico e sociale della riforma Dini. “Il conflitto aperto sull’innalzamento dell’età pensionabile, – si legge nella nota – sicuramente da respingere, cela la lacerante realtà della cancellazione dell’istituto pensionistico, come è stato conquistato dal movimento operaio italiano. La contrapposizione generazionale, sostenuta dalle forze moderate del centrosinistra e dal centrodestra, è un pretesto di natura reazionaria. Difatti, la rinuncia a trasferire sul sistema previdenziale pubblico le ingenti quote di innalzamento della redditività dei capitali, di stabilizzare i rapporti di lavoro dei giovani, di combattere l’enorme evasione contributiva, di separare l’assistenza dalla previdenza nega la possibilità di riconoscere i diritti dei lavoratori giunti al traguardo della pensione e di quelli sottomessi al regime della precarietà e del sistema contributivo”. Ancora: “Il DPEF, approvato recentemente dal Governo, valutato con cauta positività dalla sinistra per l’assenza di misure economiche restrittive, per prime misure, ancora inadeguate, di alleggerimento della pressione fiscale sui redditi da lavoro e di sostegno alle pensioni minime e basse non può non ricevere critiche dal PdCI della Campania per un mancato dispiegamento di politiche di sostegno all’ampliamento dell’occupazione, del sistema produttivo e della ricerca nel Mezzogiorno”. I Comunisti Italiani della Campania ribadiscono quindi la propria opposizione alla privatizzazione del sistema dei servizi pubblici erogati dagli Enti locali, prevista nei provvedimenti della ministra Lanzillotta. Per loro inoltre: “Il percorso di unità, aperto nella sinistra in Italia e in Campania, deve ricevere un impulso all’accelerazione e non può che vivere dentro il quadro dei problemi aperti nei conflitti di classe e di orientamento politico del centrosinistra”. In Campania il giudizio dei Comunisti Italiani sul centrosinistra è particolarmente severo. Su temi determinanti per la dimensione sociale, economica e civile si è giunti “al fallimento delle politiche adottate in questi anni con la direzione di Antonio Bassolino. Come dimostra il disastro ambientale, sanitario, economico, etico dei rifiuti, il dramma della sanità pubblica negata agli strati popolari, l’incremento della disoccupazione e dell’emigrazione, la stabilizzazione del ruolo della criminalità organizzata nel ciclo economico, nel controllo del degrado sociale nelle periferie, nelle attività di affidamento pubblico, nei processi di intervento sulle politiche urbanistiche il centrosinistra campano presenta un livello di crisi profonda nel rapporto con l’opinione pubblica e con il proprio insediamento sociale. Per il Pdci è oltremodo necessario rilanciare la capacità organizzativa del Partito e della sua iniziativa politica. Pertanto, il CR impegna la segreteria regionale a promuovere nei prossimi mesi un intenso programma di lavoro, con priorità fortemente selezionate: Scuola Università Ricerca; Ambiente e Territorio; Sanità e politiche sociali; Sistemi a rete; Lavoro e attività produttive; Giustizia e questioni istituzionali; Pari Opportunità e diritti; Politiche giovanili; Politiche organizzative; Enti locali; politiche della comunicazione; Politica e cooperazione internazionale.

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