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Nel 2006 in Campania i valori di Pm 10 (polveri sottili scaturite dai processi di combustione di idrocarburi fossili e da fenomeni naturali), sono stati sforati numerose volte. Nelle centraline piazzate per il monitoraggio nei cinque capoluoghi di provincia, sia a Napoli che a Benevento il valore limite giornaliero è stato superato ben 38 volte contro un limite massimo di 35 stabilito dalla legge.
Inquinamento acustico: in Campania, nel 2006, le richieste di intervento sono state 642 registrate soprattutto a Napoli con 290 chiamate. A seguire Salerno (200), Caserta (106), Benevento (24) e Avellino (22).
Il livello di inquinamento delle acque fluviali è caratterizzato da una grande variabilità: valori elevati, corrispondenti a una buona qualità delle acque, per il territorio di Salerno. Appare critica invece la situazione dei Regi Lagni, l’Alveo dei Camaldoli, il canale di Quarto, il Sarno e i suoi affluenti Solofrana e Alveo Comune, che sfociano sulla costa delle Province di Caserta e Napoli, veicolando in mare tutto il loro carico inquinane, assieme a quella del Fiume Isclero, che solca il territorio sannita.
La produzione di Rsu mostra un costante aumento con un assestamento sul livello di 2milioni e 800mila tonnellate all’anno nel 2005 e nel 2006. Lo smaltimento avviene per oltre l’80 per cento in discarica. Capitolo a parte quello dei rifiuti pericolosi dove si registrano differenze a seconda delle aree: per la provincia di Avellino si è registrato un decremento della produzione di circa il 50 per cento nel triennio 2002-2004, mentre nel 2005 si è verificato un cambio di andamento; a Benevento c’è stato un andamento costante nel triennio 2002-2004 e un incremento nel 2005; per Caserta andamento altalenante, ma in crescita; a Salerno decremento della produzione nel triennio 2002-2004 e cambio di tendenza nel 2005. Picco negativo per Napoli con un incremento dell’89 per cento.