La misura cautelare compendia prolungate e meticolose indagini, anche tecniche, condotte dalla Squadra Mobile di Caserta e coordinate dalla D. D. A. partenopea, sull’articolazione maddalonese del clan Belforte, originariamente diretta e organizzata dal suo capo storico Angelo Amoroso, sino al suo assassinio, avvenuto il 24.5.2006, e poi guidata dai pregiudicati Antonio Farina e Nicola Martino, sino al loro arresto nel 2009.
In particolare, le investigazioni hanno riguardato gli assetti del citato sodalizio criminale dal 2006 ai giorni nostri, ricostruendone l’organigramma ed individuando coloro che, nel tempo, si sono succeduti alla sua guida, e svelandone le attività criminali poste in essere sul territorio, in particolare le asfissianti e capillari condotte estorsive realizzate in danno di numerosi imprenditori e commercianti.
Al riguardo, un determinante contributo veniva fornito dal sequestro di alcuni fogli di appunti riportanti nominativi e cifre chiaramente riferibili ai ratei estorsivi richiesti dall’organizzazione agli operatori economici della zona, operato dalla Squadra Mobile di Caserta in occasione dell’arresto, il 27.01.2011, per detenzione di armi e stupefacenti, del pregiudicato Magliocca Pasquale, assurto ai vertici dell’organizzazione.
Il rinvenimento di tale documentazione permetteva di ricostruire, nonostante l’ostinata reticenza delle vittime, un numero impressionante, oltre trenta, di condotte estorsive, tentate o consumate, poste in essere dagli affiliati in danno di cantieri edili, fornitori di calcestruzzo ed inerti, distributori di carburante, aziende di trasporto, commercianti ortofrutticoli, bar, negozi di abbigliamento etc.. Secondo quanto appurato dalla Polizia, non era sfuggito alle mire del clan neppure l’impresa edile aggiudicataria dell’appalto, del valore di oltre 2 milioni di euro, finanziato in gran parte dalla Conferenza Episcopale Italiana, per la realizzazione del complesso parrocchiale adiacente la chiesa di S. Maria Madre a Maddaloni.