Camera di Commercio – 2005: crescono le imprese in forma collettiva

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Provincia di Avellino: cresce la voglia di impresa. Sono circa 2900 le aziende che nel 2005 hanno avviato la propria attività a fronte delle 2200 che hanno cessato di operare. Dati che fanno registrare una crescita netta di 700 unità produttive. 44.529 sono le imprese registrate fino al 31 dicembre del 2005, con una crescita pari all’1,6 per cento. Del totale il 71 per cento è costituito da ditte individuali, il 14 per cento da società di capitale, il 12 per cento da società di persone ed il restante 3 per cento da altre forme giuridiche. Queste le cifre fornite da Movimprese, la rilevazione trimestrale sul movimento demografico condotta da Infocamere.

Anni Iscrizioni Cessazioni Saldo Tasso di natalità Tasso di mortalità Tasso di sviluppo
2000 2.643 2.456 187 6,4 5,9 0,5
2001 2.885 2.511 344 6,8 6,0 0,8
2002 2.758 2.358 400 6,5 5,6 0,9
2003 2.467 2.131 336 5,8 5,0 0,8
2004 2.932 2.290 642 6,8 5,3 1,5
2005 2.895 2.198 697 6,7 5,0 1,6

Dall’esame comparato dei dati risulta evidente che negli ultimi due anni accanto alla crescita sostenuta delle nuove iscrizioni si è assistito al contenimento della mortalità imprenditoriale. Dunque si registra un tasso di sviluppo nettamente superiore rispetto al passato. Il trend deve essere attribuito alla tipologia giuridica preferita dagli imprenditori per intraprendere la nuova attività: non più solo ditte individuali ma forme collettive che fanno registrare una maggiore longevità aziendale. Infatti nell’ultimo anno su 100 nuove iscrizioni, 18 sono società di capitale, 20 società di persone, 3 altre forme collettive e 59 ditte individuali. Proporzioni dunque diverse rispetto a quelle rilevate nel dato di stock e soprattutto rispetto a quelle che storicamente hanno caratterizzato l’economia della nostra provincia, basata per la quasi totalità su imprese individuali a conduzione familiare. “Questo cambiamento – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio, Costantino Capone – deve essere accolto con un certo ottimismo per lo sviluppo locale dal momento che le società di capitale favoriscono il rafforzamento della nostra struttura produttiva e garantiscono un sistema economico più attrezzato per sostenere le sfide della competizione sui mercati nazionali ed internazionali”. La crescita esponenziale del mercato immobiliare, provocata dall’impennata delle quotazioni delle abitazioni, registrata in ambito nazionale e locale, sta avendo ripercussioni anche sulla demografia imprenditoriale. Infatti da una parte si è assistito nell’ultimo anno ad un vero e proprio boom di nascita di intermediari immobiliari, con un rialzo pari a + 81 in valore assoluto e +23 per cento in termini relativi. Da un’altra parte anche le imprese di costruzione crescono con cifre forse meno appariscenti ma in ogni caso significative. Denominatore comune per i due settori è il valore fondamentale della casa nell’economia locale, sia come bene di investimento che come bene essenziale per la vita familiare. Relativamente all’industria si segnala una sostanziale tenuta del comparto manifatturiero (0,7%) con risultati positivi conseguiti dall’industria alimentare (+3,2%) e del comparto metalmeccanico (con un incremento medio del 3%), mentre registra ulteriori flessioni l’industria delle confezioni (-3,1%) e conciaria (-2,4%) confermando che le difficoltà del settore moda stanno avendo ripercussioni sulla consistenza demografica provocando minori iscrizioni ed un numero crescente di cancellazioni. Anche il commercio evidenzia un lieve incremento delle proprie consistenze con un rialzo dell’1,3 per cento dell’intera sezione nell’ambito della quale si distingue il comparto degli intermediari del commercio con una crescita più sensibile pari al 2,7 per cento. Più contenuta, invece, l’espansione del commercio al dettaglio (+1,1%) e di quello all’ingrosso (+0,7%). Ottima la performance del turismo con una crescita delle strutture ricettive e della ristorazione pari al 4,4 per cento e delle agenzie di viaggio (15%) mostrando così una incoraggiante tendenza espansiva in un comparto dell’economia irpina dalle notevoli potenzialità.

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