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Calcio – Zeman: “Il mio Avellino? Ha pagato per colpe non sue”

Le sue battaglie l’hanno portato lontano dall’Italia, il suo essere senza peli sulla lingua gli ha causato non pochi problemi. Ma Zdenek Zeman, 61 anni compiuti da poco, continua a far parlare di se e anche dal ritiro di Bad Tatzmannsorf (Austria) dove segue la preparazione della Stella Rossa, continua a sparare le sue frecce avvelenate, avvelenatissime. In un’intervista rilasciata a SportWeek, settimanale della Gazzetta dello Sport, Zeman è tornato sui suoi anni difficili, sulla guerra al doping, sui muscoli di Del Piero e Vialli, senza risparmiare nessuno, da Agricola a Moratti. La sua ‘denuncia’, dice il Boemo, è costata cara a lui, allontanato per sempre dal grande calcio, ma è stata un prezzo da pagare ancora più alto per le sue squadre. Manco a dirlo, il club che ci ha rimesso più di tutti è, a detta del boemo, l’Avellino. “A pagare sono state le squadre che ho allenato – ha dichiarato Zeman a Sportweek -. Nella mia seconda stagione alla Roma, tra errori arbitrali e situazioni strane, ci trovammo con almeno 20 punti in meno in classifica. Ma è stato l’Avellino a pagare il conto più salato: non era da retrocessione, con gli avversari da vertice perdemmo pochi colpi. Quell’Avellino non meritava la C1, eppure tra espulsioni e rigori contro…”
Una dichiarazione che non si presta ad ambiguità o doppie interpretazioni, insomma. Zeman, anche dal suo ‘fortino’ austriaco, continua a vedere il suo mondo, a dipingere il suo calcio, fatto di corsa, gradoni e tanto sudore. Le sue squadre, allegre e spettacolari, potranno anche non piacere, ma il boemo è stato, è e rimarrà un’icona indelebile nella storia del pallone, sempre impegnato a risalire la cascata controcorrente. (gm)

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