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Calcio – Vincenzo Riccio non cerca alibi: “Inutile scusarsi”

Avellino per lui è la sua seconda casa, i lupi l’altra sua famiglia. Vincenzo Riccio che in Irpinia aveva mosso i primi passi, è ancora amareggiato e deluso per una retrocessione evitabile. Un ‘passo indietro’ che in lui, arrivato nella passata stagione all’ombra del Partenio per aiutare i biancoverdi a tornare nel calcio che conta, ha lasciato un segno indelebile. Una ferita che non potrà mai essere ricucita. I giorni passano, ma delusione, tristezza e nervosismo non si placano nel mediano di Brusciano che fino alla fine ha creduto nel miracolo. E’ pronto a ripartire con questi colori, pronto ad aiutare i lupi a risorgere. Nel nuovo Avellino, ‘Sette Polmoni’ vuole esserci pronto a discolparsi sul campo per ripagare i tifosi, unici vincitori in una annata da dimenticare.
Vista la mediocrità del torneo, non credi che questo Avellino avrebbe potuto evitare gli spareggi e salvarsi direttamente?
“Sicuramente i play- out potevano essere evitati. Purtroppo, ci sono stati una serie di errori a catena che ci ha portato a disputarli. Credo che durante questo campionato sono state dette molte parole e pochi fatti. Abbiamo sbagliato tutti dall’inizio. Adesso è inutile trovare scusanti e giustificazioni”. Quanto hanno pesato i sedici punti del girone di andata. Un bottino ‘magro’ che forse ha influito oltremodo nella vostra rincorsa: “A mio avviso non è così. Non ritengo che abbiano pesato i sedici punti del girone di andata, ma tanti altri piccoli problemi che non ci hanno permesso di lavorare bene”. L’Avellino stava riuscendo a conservare la serie B grazie alla vecchia guardia. Colomba più volte ha esortato tutti a non fare distinzioni, ma i fatti dicono che l’ ‘impresa’ stava avvenendo grazie a voi senatori. “Prima delle due gare contro l’Albinoleffe ho sentito dire tante volte nel girone di ritorno che abbiamo conquistato trenta punti, un bottino da promozione ed altre cose del genere. A me non piace fare la distinzione tra vecchia e nuova guardia, ma con il campionato concluso e visto che in tanti nelle ultime settimane hanno fatto questa separazione posso dire che i quarantasei punti ottenuti dall’Avellino sono soprattutto merito di quelli che erano già qui. Basta andarsi a rileggere le distinte dall’inizio del campionato per vedere che per 8-9/11 la squadra che è scesa in campo era composta da quegli elementi che avevano vinto il campionato un anno prima. Ed alla fine siamo stati noi a tenere a galla la squadra fino alla fine”. In questo campionato era più facile salvarsi che retrocedere… per te che avevi conquistato la serie B con tanto sudore il dispiacere è doppio: “E’ così. La tua è una analisi perfetta. E per questo mi fa ancora più male, questo campionato era molto mediocre e noi non siamo riusciti a conservare la cadetteria. Io me l’ero sudata con tanti sacrifici l’anno precedente ottenendo un risultato storico per questa città e mi brucia lasciarla così, buttando alle ortiche il lavoro di due anni”.
Si è parlato di spaccature all’interno dello spogliatoio confermi?
“Forse qualcuno non si è calato con la giusta mentalità in questa avventura. Per tanti motivi, anche chi è arrivato a gennaio non ha dato il proprio supporto. A differenza del campionato vinto non siamo riusciti ad essere una famiglia e questo ha pesato molto sull’epilogo della stagione”.
Si sono sentite tante voci sul premio salvezza, sulla richiesta di alcuni tuoi compagni di averlo prima della disputa degli spareggi, la notizia ha infastidito i tifosi. C’è qualcosa di vero?
“Per me il premio era l’ultima cosa. Il mio premio era la salvezza con l’Avellino… mi dispiace soltanto sentirmi chiamare con appellativi che non rispecchiano la mia persona per colpa di qualcun altro”. Adesso l’Avellino ha la possibilità di disputare nuovamente il campionato di B. Viste le note vicende di Calciopoli, potreste essere riammessi tra i cadetti. Avete la possibilità di rifarvi da subito: “Non è la stessa cosa. Poi se dovesse succedere ben venga, ma era nostro dovere riuscire a conquistare la salvezza sul campo”. Ai tifosi cosa ti senti di dire: “Sono stati eccezionali, gli unici ad aver vinto. È inutile chiedere scusa: questa è una parola che non possiamo usare per i disastri che abbiamo fatto. Per quanto mi riguarda, se il prossimo anno continuerò a giocare nell’Avellino, proverò a discolparmi sul campo”. Finale polemico quello del centrocampista partenopeo. Che avrebbe preferito il silenzio al termine della retrocessione: “Chi ha parlato al termine della stagione ha sbagliato. Dopo un’annata così dove sono state più le cose negative che quelle positive era sicuramente molto meglio stare zitti. Ripeto, non ci sono assolutamente scusanti. Abbiamo disputato una stagione inguardabile… quindi, sarebbe stato meglio tacere”. (di Sabino Giannattasio)

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