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Calcio – “Una carezza” e l’intemperanza inguaiano i lupi

Un gesto evitabile inguaia i lupi, una‘ carezza ’ costringerà i lupi a giocare la partita più importante della stagione lontano dalla loro tana. Il ‘Partenio’ non potrà ospitare i biancoverdi ed i suoi tifosi per i primi 90’ dell’ ‘atto finale’ quello decisivo per conquistare la permanenza in cadetteria. Uno stop pesante che inguaia i lupi. Un gesto ‘inopportuno’ che ha messo letteralmente in difficoltà la società irpina. Infatti, la Lega calcio ha inflitto una giornata di squalifica all’impianto di Via Zoccolari. I lupi dicono addio alla disputa della ‘gara 1’ degli spareggi salvezza sul proprio terreno di gioco. Una dura mazzata per la formazione biancoverde che sarà obbligata così a rivolgersi ad una ‘società amica’ per trovare un nuovo stadio. Un duro colpo per i tifosi che saranno costretti a spostarsi per seguire la squadra nell’atto più importante della stagione. Una decisione che ‘grazia’ i lupi visto che gli irpini hanno rischiato anche la sconfitta a tavolino che avrebbe reso di ‘fuoco’ l’ultimo incontro della regular season, domenica a Terni, rimettendo così in gioco gli umbri. La società dal canto suo, ha già comunicato che non presenterà alcun ricorso alla decisione del giudice sportivo anche perché rischia un ulteriore inasprimento della sanzione in caso di non accoglimento, con la sconfitta a tavolino. Secondo quanto deliberato dal Giudice Sportivo, “al 25’ della seconda frazione di gioco dopo il raddoppio della formazione biancoverde una persona che indossava la divisa sociale della formazione irpina entrava in campo e colpiva il portiere del Vicenza, Giorgio Sterchele, con un pugno al volto (anche se le immagini televisive mostrano uno ‘scappellotto’ alla nuca’, ndr). Il calciatore non riportava lesioni e poteva riprendere regolarmente a giocare”, continua il giudice sportivo. A dar man forte alla versione dell’arbitro, la conferma di uno dei due assistenti. “Non vi è quindi dubbio sulla dinamica della vicenda, che è stata con precisione rilevata da Ufficiali di gara e dal rappresentante dell’Ufficio Indagini”, si legge ancora nel referto. Le dichiarazioni hanno spinto l’organo sportivo a non appellarsi alla prova tv. “Molteplici appaiono i profili di gravità: in primo luogo, l’oggettività della condotta violenta, idonea a cagionare conseguenze pregiudizievoli per l’incolumità fisica di un calciatore. In secondo luogo, l’ingiustificabile violazione dei doveri inerenti alle mansioni dell’individuo responsabile dell’atto violento, la cui presenza nel recinto di giuoco si giustificava per finalità esattamente opposte al gesto da lui compiuto. In terzo luogo, il contesto di sistematica violazione, nel corso della gara, di regole elementari di correttezza da parte di numerosi addetti al servizio d’ordine”. Ma i colpi bassi non terminano qui. Infatti, è stato inflitto un duro stop anche al patron irpino Massimo Pugliese. Secondo quanto è stato scritto nel referto arbitrale, il numero uno del sodalizio avellinese, che dovrà restare fermo fino al prossimo 19 giugno, ‘avrebbe urlato’ con fare minaccioso nei confronti dell’arbitro. “La squalifica non me l’aspettavo. Mi attendevo una semplice diffida, in sostanza non credo che sia stato un gesto violento, bensì un modo di esultare, di sfogare la gioia per il goal in maniera eccessiva. –afferma il tecnico biancoverde Franco Colomba- In un momento come questo è stato evidentemente giudicato come un gesto fuori luogo. Dobbiamo accettare senza polemizzare questo verdetto. Mi dispiace perché uno degli obiettivi della nostra rincorsa era quello di vedere lo stadio pieno. Tra l’altro avevamo avuto anche l’ok del comune per l’aumento della capienza del Partenio. Avere l’Irpinia al nostro fianco, significava avere un grosso vantaggio nei confronti dell’avversario. Non sarà così… e questo ci spiace, ma non dobbiamo assolutamente fasciarci la testa prima di rompercela. Anzi, faremo di tutto per poter vincere anche questa battaglia. Purtroppo, ci siamo complicati la vita. In questo momento è una nube, che offusca la gioia per il raggiungimento del nostro primo obiettivo. Dobbiamo renderci conto che nel calcio ci sono anche queste cose. Questa volta è capitato all’Avellino, pazienza. Se non potremo avere i nostri tifosi vicini nel nostro stadio, li avremo altrove. Non sono minimamente preoccupato perché ci hanno sempre sostenuto, anche nei momenti in cui quel ‘feeling’ che c’è tra noi e loro, è arrivato al punto di rompersi. Adesso, concentriamoci sulla Ternana che è l’obiettivo di questa settimana. Spero di poter recuperare Minieri e Albino per domenica. A Terni troveremo una squadra retrocessa, ma dobbiamo essere lo stesso molto concentrati, perché credo che loro non ci regaleranno nulla”. La rabbia dei supporter irpini è tanta, troppa, ma lo è anche la voglia di seguire il lupo lontano dal Partenio. Di difendere i colori biancoverdi nel momento più delicato, di stare al fianco di una squadra che con il coltello tra i denti, sta cercando di restare in B. I tifosi come del resto la squadra sono pronti a buttare il cuore oltre all’ostacolo. Qualsiasi sarà la metà, la ‘grande passione’ dei supporter irpini seguirà la squadra. La ‘carica’ dei 20mila… la torcida biancoverde si prepara ad invadere la meta prefissata. Campobasso, Cava o Potenza queste le destinazioni più probabili. La ‘doppia trasferta’ non spaventa la tifoseria irpina, pronta a dare il proprio supporto all’Avellino. Ancora una volta pronti ad essere il dodicesimo uomo in campo, ancora una volta preparati ad inneggiare i lupi a dargli man forte e a permettere ai lupi di abbattere l’Albinoleffe, una società che con ‘rispetto parlando’ ha poca storia. L’Avellino non vuole e non deve assolutamente fallire il terzo ‘round’ consecutivo in cadetteria per regalare agli ‘aficionados’ irpini una salvezza che manca da oltre dieci anni. “Dove sarai sarò”, questo lo striscione che accompagna le trasferte dei tifosi avellinesi, che non sono per nulla intimiditi dal dover giocare i 180’ decisivi lontano da casa. Decisi a supportare la squadra anche in quel di Bergamo, facendo colorare l’ ‘Atleti Azzurri d’Italia’ di biancoverde, conquistando lo stadio lombardo, come quando qualche anno fa, si impossessarono dello ‘Scida’ di Crotone. (di Sabino Giannattasio)

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