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Calcio – Salgado: “Rialziamoci, prima che sia troppo tardi”

Gli unici tre punti conquistati dall’Avellino portano la sua firma. Una vittoria, quella con il Bologna, che purtroppo non ha avuto seguito, ma Mario Salgado 26enne attaccante cileno, ultimo arrivato in ordine di tempo nella comitiva biancoverde guarda con ottimismo al futuro. Il sudamericano giunto in Irpinia per riconquistare un posto nella propria nazionale, ammette le difficoltà, auspicando che il gruppo riesca ad uscirne al più presto. Una sola rete per lui, dopo l’ottimo campionato con il Foggia, dove ha messo a segno 12 reti, inseguito per oltre un mese, ‘El Pescador’ fino a questo momento non è riuscito a ripagare la fiducia dei fratelli Pugliese. Per lui questa deve essere la stagione del rilancio, dopo le non esaltanti esperienze in cadetteria con le casacche di Brescia, Ternana, Verona e Albionoleffe. L’obiettivo è raggiungere la doppia cifra, traguardo mai assaporato nelle seconda serie nazionale. “Purtroppo abbiamo difficoltà a buttarla dentro – dice il numero 99 dei lupi – le sole tre reti siglate ne sono la dimostrazione e quando non fai goal è normale che la colpa venga scaricata sugli attaccanti. Siamo consapevoli delle nostre qualità e di quello che possiamo dare, speriamo di dimostrarlo gia da domenica contro il Rimini. Dobbiamo uscire al più presto da questa crisi”. Torna sulla sconfitta subita a Grosseto, ammettendo la gravità dello stop, confermando però di non aver alcuna volontà di arrendersi nonostante l’avvio disastroso con sette sconfitte su otto gare disputate: “Con il Piacenza era importante vincere, perché affrontavamo una squadra che come noi si trova sul fondo della classifica. È stata gettata alle ortiche un’occasione importante, ma non possiamo e non dobbiamo fasciarci la testa. Il campionato è ancora lungo”.Sull’attacco leggero ‘rimpinguato’ di mezze punte e privo di un ‘Ariete’ che possa assicurare un cospicuo numero di reti, è chiaro: “Sicuramente se confrontiamo la linea offensiva attuale contro quella della passata stagione, sotto questo aspetto si rimpiange qualcosa. Però dico anche senza problemi che non ho nulla da rimproverarmi e da rimproverare al mio compagno di reparto. Noi stiamo dando sempre il massimo, ma ci gira male. Sfortunatamente stiamo creando poco e quindi anche per questo motivo non andiamo in rete”. Non da colpe al tecnico Carboni, per il suo rendimento discontinuo nella nuova avventura con i lupi: “In Puglia mi preoccupavo più di attaccare. La B è diversa, ci sono maggiori difficoltà ed io, come del resto tutti i miei compagni, cerco di dare anche una mano al reparto difensivo. I risultati in questo momento tardano ad arrivare, ma ci riprenderemo”. Ammette i ‘guai’ che stanno ‘attanagliando’ il suo settore, ritenendo urgente una soluzione: “C’è da rivedere qualcosa nella fase avanzata ed i numeri lo dimostrano. Bisogna correre ai ripari, perché le giornate passano ed i punti diventano sempre di meno. È importante rialzarci subito e risalire a breve la china” . Ma se l’Avellino in questo momento non va la colpa è di tutti: “È un problema di squadra. Ognuno di noi deve dare qualcosa in più per lasciare il fondo della classifica”. Per quanto concerne i regressi di sabato scorso, che hanno mostrato un Avellino, brutto, oltre che perdente si esprime chiaramente: “L’inesperienza sta pesando. Il fatto che non arrivino le vittorie di certo incide sul morale”. Intanto, domenica ci sarà il Rimini, altra ‘corazzata’ del torneo e candidata per un posto al sole: “Affronteremo una compagine tosta e collaudata. Non dobbiamo pensare a ciò, ma provare a tornare dal Neri con un risultato utile”. Sulle tante polemiche ed i fischi degli Ultras dopo l’ennesimo tonfo: “Tappiamoci le orecchie e lasciamo il tunnel in cui siamo finiti. Non è una situazione felice, nonostante ciò abbiamo i mezzi per scalare posizioni. Presto la gente tornerà ad applaudirci, dobbiamo fare in modo che questi tifosi siano fieri di noi”.

(di Sabino Giannattasio)

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