
Da sempre noi irpini siamo abituati a soffrire…siamo abituati a lottare, a cercare di raggiungere tra mille ostacoli l’obiettivo prefissato. Qualche volta ci riesce qualche volta meno. La sconfitta di Perugia rappresenta per l’Avellino pallonara uno dei bocconi più amari degli ultimi anni. Purtroppo, non è bastata la carica di 10.000 coraggiosi a trascinare i lupo alla vittoria contro l’Albinoleffe. La formazione di Mondonico si è imposta per 2 a 0 e nell’arco dei novanta ha letteralmente dominato l’incontro. Dando una grande lezione di calcio alla truppa irpina. Una prestazione quella dei lupi disastrosa. Squadra senza mordente… con la testa tra le nuvole. Una pagina bruttissima della storia del lupo, un capitolo che tutti coloro, che come me hanno raggiunto l’Umbria per seguire le sorti della truppa biancoverde non avrebbero mai immaginato. La formazione bergamasca esce vittoriosa meritatamente, tra gli scroscianti applausi dello sportivissimo pubblico avellinese. Le lacrime di Ametrano e Rastelli al termine di questo primo match hanno dimostrato ancora una volta quanto la vecchia guardia ci tenesse a conservare la serie B. Il cuore e i polmoni dei lupi, che nella passata stagione hanno abbattuto il Napoli non sono serviti a superare una piccola realtà che sul campo ha mostrato di essere superiore. Adesso, per la formazione biancoverde c’è bisogno di un miracolo. Segnare tre reti fuori casa è davvero molto difficile, quasi impossibile. ‘Cioccolatini indigesti’ per la torcida biancoverde.