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Calcio – Raffaele Gragnaniello: “Un sogno che si avvera”

All’inizio era una scommessa di Maglione, al termine dei play-off si è confermato tra i migliori elementi presenti in organico. Raffale Gragnaniello, si appresta a divenire uno dei punti fermi dell’Avellino che verrà. L’estremo difensore partenopeo nell’arco delle quattro gare post sesaon ha dimostrato di essere fondamentale per questa squadra. In Irpinia ha realizzato il suo desiderio, raggiungere quella cadetteria soltanto accarezzata quando era nelle giovanili del Napoli. Dopo tanti anni di sacrifici nei ‘meandri’ del pallone italiano con le maglie di Giugliano, Puteolana e Cassino, a 26anni è approdato nel calcio che conta. Una stagione difficile condita da infortuni e critiche, ma lui ha sempre rialzato la testa non abbandonando la nave nemmeno quando avrebbe potuto.
Come è stato il risveglio dopo la grande impresa?
“Davvero eccezionale, finalmente ho coronato il mio sogno vincere un campionato. Le altre volte che mi ero giocato la promozione agli spareggi non mi era mai andata bene. Vedere tutta quella gente osannarci allo stadio e per le strade della città mi ha fatto venire la pelle d’oca, uno spettacolo indescrivibile. Questa è l’ennesima dimostrazione che Avellino non ha nulla che spartire con la C”.
Soddisfatto del tuo rendimento nell’arco della stagione?
“Sono contento era il mio primo anno in C1 e non posso essere che fiero di ciò che ho fatto nell’arco di tutto il torneo. Ci sono stati dei momenti difficili, ma non mi sono abbattuto, consapevole delle mie potenzialità. Concludo la stagione con la certezza di aver dato il mio contributo alla causa e di aver superato ingiuste e gratuite critiche”.
C’è stato un momento in cui hai pensato che non fosse stato più possibile raggiungere l’obiettivo o hai sempre creduto nella serie B?
“In alcuni momenti un po’ di paura è subentrata, anche perché non riuscivamo a sbloccare il risultato. Ma la squadra come sempre non si è abbattuta, neanche dopo l’inferiorità numerica scaturita dall’espulsione di Ametrano, ed alla fine è arrivato quell’eurogoal di Rivaldo che ci ha rimesso in gioco. Nei supplementari è stato tutto più facile. Non potevamo e non dovevamo dare una delusione alla nostra gente. La mattina erano venuti in tanti a caricarci, una dimostrazione d’affetto davvero esemplare”.
L’Avellino a prescindere dalla sofferenza di queste quattro gare ha meritato di arrivare al traguardo per tutto quello che ha fatto nell’intero torneo:
“Ritengo che abbiamo disputato un grandissimo torneo, se pensiamo a tutti i problemi che ci sono stati, dalla squadra completata negli ultimi giorni di mercato, allo scetticismo iniziale, alla penalizzazione fino ad arrivare alla squalifica del campo. È stato un anno duro, ma alla fine dopo tanto penare è arrivata la B. Il sogno si è avverato, per ciò che abbiamo fatto durante tutto l’arco del torneo noi meritavamo più di altri”.
Quando hai innalzato il ‘muro’ sui tiri di Mastronunzio, Salgado e Shala cosa hai pensato?
“In quei momenti non si pensa nulla, sono gesti che ti vengono spontanei”.
Cosa vi ha dato Vavassori in questi due mesi?
“Quando si cambia allenatore è normale che ci siano nuovi stimoli. L’arrivo del mister ha portato il giusto scossone all’ambiente, ci ha dato una grande carica. Ma noi tutti dobbiamo ringraziare anche Galderisi perché parte di questo successo è anche suo”
A chi dedichi il successo?
“Al preparatore dei portieri Carmine Amato ed al Direttore Maglione ed a tutta la mia famiglia che mi hanno aiutato anche nei momenti più difficili”
Cosa farai per questa promozione. Avevi in programma qualcosa di particolare?
“Andrò a Montevergine a piedi”.
Con i lupi ha un contratto fino al 2008, ma la sua intenzione è quella di restare più tempo possibile all’ombra del Partenio. Speriamo che la dirigenza decida di prolungare l’accordo, perché lui come Di Cecco, Porcari, Rivaldo e Garzon tutti i giovani di del gruppo meriterebbero per impegno, professionalità e qualità tecniche di restare in biancoverde. Su questi elementi si deve costruire il nuovo ciclo dei lupi.(di Sabino Giannattasio)

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