Calcio – Questione Partenio: i dubbi e le perplessità di Montanile

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Aspettando la decisione del Prefetto in merito alla possibile riapertura del Partenio o alla disputa dell’incontro con l’Ascoli a porte chiuse, la palla passa alla Commissione Bilancio. L’organo presieduto da Carmine Montanile, dovrà recuperare i 900mila euro per i lavori relativi all’impianto di Via Zoccolari. Saranno i tecnici dell’organo comunale, a vagliare il provvedimento di variazione dell’Avanzo di Amministrazione per reperire la cifra necessaria per i lavori di messa in sicurezza della struttura, grazie al senso di responsabilità della opposizione che, con l’astensione,consente l’approvazione del documento. “Non possiamo – afferma Montanile- non sottolineate il grande disagio interiore e la mestizia che ci ha colto nella comprensione della esatta valutazione delle numerose inadempienze, frutto di grave incapacità gestionale, che hanno caratterizzato l’iter del procedimento, oltre i gravi danni economico-gestionali e finanziari che gli stessi hanno determinato”.
Il dirigente, cittadino, sottolinea che la vicenda doveva essere risolta da tempo, in quanto i problemi erano conosciuti da diversi mesi. Ma nonostante ciò, non si è provveduto a mettere in opera i lavori, portando allo sbarramento dei cancelli da parte di Blasco: “E’ dal mese di marzo 2008 che il Comando dei Vigili del Fuoco aveva condizionato il parere favorevole al progetto dei lavori di adeguamento alle norme antincendio, ad una serie di prescrizioni, compresa l’acquisizione del parere della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo( che è intervenuto positivamente il primo di Ottobre), nonché al parere igienico-sanitario della ASL subordinato, a sua volta, alla realizzazione di adeguamenti strutturali.
Da quella data nulla è stato realizzato, il che ha portato alla ordinanza del Prefetto che ha ordinato di disputare le gare a porte chiuse”.
Montanile in seguito fa alcune valutazioni in merito ad una vicenda che rischia per l’ennesima volta di penalizzare i tifosi, i tanti appassionati legati alle sorti dell’Avellino: “La prima considerazione è che dal mese di marzo 2008 l’Amministrazione, ignorando completamente quanto prescritto, ha permesso la disputa di gare di campionato, autorizzando, di fatto, l’ingresso di migliaia di persone in uno Stadio non a norma.
Chi si è assunto in prima persona il peso di questa decisione (il Sindaco? Il Dirigente?) che altro non è che un grave fatto di irresponsabilità, oltre che di illegalità”
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L’esponente di A.N, in seguito si lascia andare a forti paragoni: “E’ questa la stessa situazione che si è verificata per l’Amministrazione per le tematiche a suo tempo sollevate dall’opposizione, riguardo all’occupazione abusiva di immobili comunali.
Che il Comune tollera, visto che su 400 immobili appunto occupati abusivamente, vi sono 140 ordinanze di sgombero mai eseguite.
Occupare un immobile è di per sé illegale e non è lecito tollerare qualunque forma di illegalità”.

Tornando al Partenio, affonda la lama, parlando di possibili catastrofi sventate soltanto dall’intervento del Prefetto: “Se fosse accaduto qualcosa (anche le caldaie per il riscaldamento non sono a norma) un incendio o qualcos’altro, in capo a chi sarebbe caduta la responsabilità, per esempio, di un grave fatto luttuoso?
Con molta superficialità l’Amministrazione ha fatto finta di non sapere e di non vedere.
E meno male che qualcuno ha voluto vederci chiaro ( il Prefetto) altrimenti saremmo stati qui a piangere per un evento catastrofico, pensando a ciò che si poteva fare e che non è stato fatto.
La seconda considerazione è più squisitamente di ordine tecnico.
Il fatto che lo Stadio non fosse a norma era notizia nota.
Ancora di più in seguito alla comunicazione del marzo 2008 del Comando dei Vigili del Fuoco”
. I novecento mila euro, copriranno soltanto una minima parte dei lavori da effettuare: “Orbene, se da tempo era nota l’esigenza di effettuare dei lavori per la messa in sicurezza dello stadio (e, si badi bene, i 900 mila euro costituiscono solo una piccolissima parte dei fondi che servono per rendere agibile lo stadio, la cifra si aggirerebbe sui 5 milioni di euro…), tali lavori andavano programmati e, soprattutto, finanziati per tempo. Vogliamo cioè dire che le cifre andavano appostate nel bilancio di previsione e non già ricavate dall’avanzo di amministrazione”.
A quanto affermato da Montanile verranno utilizzati fondi di diversa destinazione che potranno creare non pochi problemi per la gestione di altre strutture cittadine: “Perché se è vero, come è vero, che la variazione di destinazione dell’avanzo, per la quota non vincolata, è un fatto tecnicamente possibile, politicamente, nel caso specifico, è opinabile.
> In pratica il Comune distoglie circa 600 mila euro dall’incremento fondo svalutazione crediti.
Il che impone una piccola considerazione.
Il fondo in questione è una sorta di salvadanaio, incrementato di volta in volta e secondo le possibilità, per far fronte ai mancati flussi di denaro in entrata derivante da crediti non riscossi.
Però non tutta la cifra disponibile dell’avanzo va ad incrementare il fondo, perché una parte è destinata, per esempio, alla manutenzione straordinaria delle scuole o delle strade”
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Una mossa tutt’altro che condivisa da Montanile: “L’Amministrazione, con questa manovra, di fatto abolisce l’incremento del fondo ( noi però non crediamo ad una improvvisa ventata di capacità gestionale nella riscossione dei crediti, se solo pensiamo alla enormità dei residui attivi non riscossi dal Comune che ad oggi assommano alla stratosferica cifra di ben 528 milioni di euro…) e va a rosicchiare danari dalla manutenzione straordinaria delle strade e da qualche altra voce per racimolare i 900 mila euro di cui ha bisogno. Cioè questo Comune, la cui gestione finanziaria è bloccata per le enormità delle spese fisse, per il personale, le prestazioni di servizio, le rate sui prestiti, va ad impegnare quel poco di liquidità che ha, per la messa in sicurezza dello Stadio e consentire il divertimento ai cittadini, laddove sarebbe stato meglio prevedere e finanziare tutti i lavori per la messa in sicurezza del Campo Sportivo, con il bilancio di previsione. Alla fine l’Avanzo di Amministrazione avrebbe trovato, secondo noi, un più idoneo utilizzo nella messa in sicurezza delle scuole, nella manutenzione delle strade, nella sicurezza dei cittadini e perché no, nella raccolta differenziata che non decolla perchè il Comune non ha voluto impegnare la misera cifra di 1 milione di euro che avrebbe consentito non solo di risparmiare 120 mila euro al mese di penale, ma che avrebbe reso Avellino pulita”.
La vicenda stadio andrà ancora per le lunghe, visto la necessità di recuperare una grossa cifra per completare l’intera struttura: “E non è finita qui.
Perché ci sono da recuperare altri 4 milioni di euro per completare i lavori.
Allora altra acrobazia finanziaria che si profila all’orizzonte.
Guarda caso, proprio in queste ore apprendiamo che è stata predisposta una delibera che, in maniera molto travagliata e rumorosa, è stata già bocciata dalla Commissione Bilancio prima, e dal Consiglio Comunale dopo.
Si tratta della famosa delibera della vendita dei beni comunali.
Vuoi vedere che qui ci vendiamo anche i gioielli di famiglia per riparare lo Stadio? Noi non siamo mai stati abituati a fare solo critiche, senza indicare alternative.
Lo abbiamo fatto ogni volta che abbiamo discusso di strumenti finanziari.
Lo facciamo anche in questa occasione.
Non riusciamo a capire (o forse lo capiamo molto bene) per quale motivo il Comune ha dato in gestione, in tutta la città, piccoli impianti sportivi, anche con qualche vantaggio (piccolo per la verità) per le casse comunali. Non vogliamo dilungarci sui modi e sui tempi né sui risultati (ci sarebbe da discutere per ore), ci interessano poco in questo momento.
Quello che vogliamo dire è che lo Stadio Partenio, per i bilanci comunali, è sovradimensionato, per cui sarebbe stato meglio darlo in gestione, eliminando in questo modo polemiche e spese inutili e assicurando alla città un impianto finalmente idoneo e a norma.
Le soluzioni sono dietro l’angolo, basta vederle e praticarle,ma questo fa parte di quel buon senso amministrativo che possiede chi, come noi, guarda alle cose della politica con gli occhi del cittadino.
In Commissione Bilancio , con animo veramente travagliato per queste considerazioni, ci siamo astenuti per consentire all’Amministrazione di giocare i “tempi supplementari”, e per ricordare al Sindaco e più in generale ai nostri Amministratori che anche i “tempi supplementari” hanno un termine e che, questa volta, per loro non ci saranno “calci di rigore” per recuperare il periodo più brutto della storia amministrativa della nostra città”
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