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Calcio – Puleo: “Due mesi per costruire il futuro”

Ha rinunciato ai palcoscenici professionistici per aiutare la squadra della città in cui è cresciuto come calciatore, farla risalire dai meandri della D e tornare nel calcio che conta. Ma prima un brutto infortunio, poi la squalifica dopo la sfida di Milazzo non gli hanno permesso di contribuire alla rinascita e al rilancio dei colori biancoverdi nella prima parte del torneo. Dopo aver scontato il turno di stop Simone Puleo è pronto a tornare al centro della difesa a riprendersi la fascia da capitano. Il 30enne lombardo, tre campionati vinti con la casacca irpina, si prepara a guidare i lupi in questo gennaio di fuoco, mese decisivo per le sorti della stagione biancoverde. Delle prossime quattro gare l’Avellino ne giocherà tre al Partenio. Questo primo mese del 2010 è determinante per il vostro futuro, ma soprattutto decisivo per invertire tendenza tra le mura amiche: “A prescindere da tutto, io ritengo che tra gennaio e febbraio bisognerà ottenere un elevato numero di punti, se non vogliamo abbandonare il nostro obiettivo. La squadra sta bene e sono convinto che in questa seconda parte del torneo sarà tutta un’altra musica”.
Un giocatore esperto come te, come si spiega il fatto che questa squadra abbia fatto meglio fuori casa, dove per rendimento è prima che nel proprio stadio?
“Penso che per alcuni di noi l’impatto con la categoria non sia stato semplice, così come il fatto di dover indossare una maglia come questa che per alcuni ragazzi ha pesato e non poco”.
Che difficoltà presenterà la gara di domenica con il Trapani?
“Affrontiamo una squadra lanciatissima in classifica, una formazione attrezzata, ma noi dobbiamo ristabilire la legge del Partenio. I campionati che ho vinto qui li ho sempre ‘costruiti’ ad Avellino. Tre punti per accorciare le distanze e per dare un segnale forte al torneo. Noi ci siamo e ci crediamo, non potrebbe essere altrimenti”.
Cosa è cambiato con l’avvento di Marra in panca al posto di D’Arrigo?
“Siamo stati compagni di squadra, per me è un giocatore-allenatore. Di sicuro Sasà è uno che bada al sodo e che ha dato massima fiducia all’intero gruppo, cosa a mio avviso fondamentale per ricominciare a salire in graduatoria e arrivare subito nelle posizioni importanti”.
Lui, come tutta la parte pallonara della città, vuole abbandonare l’inferno dell’Interregionale per risalire verso lidi più importanti. Con un solo obiettivo: far ritorno in tempi ristretti là dove aveva lasciato i lupi prima di trasferirsi a Monza. (di Sabino Giannattasio)

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