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Calcio – Presentato il nuovo lupo: parola d’ordine ricominciare

‘La forza di un uomo non sta nel non cadere ma nel rialzarsi dopo essere caduti’. Può racchiudersi in questa fase l’era ‘moderna’ del pallone nel capoluogo irpino. Ricominciare con umiltà, ma con la consapevolezza che bisogna da subito abbandonare gli inferi della D. Il nuovo Avellino si presenta ufficialmente alla città e alla provincia, che dopo la delusione di qualche mese fa sono pronte a sostenere il rinascente lupo. Ad una dirigenza che mira a traguardi importanti e a rientrare nel giro del professionismo sin da subito.
Ad aprire l’appuntamento di questa sera è stato il Presidente del Consiglio ComunaleAntonio Gengaro: “Sono onorato di presentare l’Avellino.12. la squadra che rappresenterà la nostra città in questa nuova avventura. Per la nuova dirigenza – che ho avuto modo di apprezzare, composta da persone per bene – è una grande sfida. Così come per questi giocatori a cui dico di onorare la maglia biancoverde. Questo gruppo dà nuova speranza ad una tifoseria che negli ultimi anni ha vissuto troppe delusioni”.
Un pensiero breve ma che racchiude la passione verso questo sport di un componente politico della città che è sempre stato al fianco di quella casacca a tinte bianco e verdi.
La parola poi passa al padrone di casa Giuseppe Galasso, al primo cittadino che è stato l’arbitro del ‘risveglio’ del calcio in città. Sua la scelta tra il pokerissimo di pretendenti: “Vorrei ringraziare tutti coloro che si sono proposti e che hanno mostrato interesse intorno al calcio. Abbiamo scelto l’ ‘avellinesità’ come componente principale di questo nuovo corso. Dimentichiamo le recenti delusioni e torniamo tutti insieme ai fasti di un tempo. Questa estate siamo stati costretti a fare un triplo salto in giù, ma non dobbiamo abbatterci. Io questa serie D la chiamo C3. Io ho avuto modo di seguire le partite al Piazza d’Armi e ripartire da qui di certo non mi spaventa. Questo deve valere per tutti. Il popolo avelinese è abituato a ripartire. L’ha fatto dopo tragedie importanti come il terremoto e lo farà ora. La squadra di calcio per noi tutti è come una seconda moglie, dopo la famiglia c’è l’Avellino”. Poi il pensiero del primo cittadino passa ai protagonisti sul campo. Ai giocatori che dovranno essere i veri ‘esecutori’ del risorgimento. “A questi ragazzi che ringrazio per aver scelto di indossare i colori che rappresentano il nostro territorio non posso che dire grazie. E a loro dico che la nostra tifoseria gli sarà sempre vicina e spero che la gente allo stadio torni sempre di più. I nostri supporters hanno gioito e pianto tante volte, attutito i colpi delle amarezze senza mai però aver abbandonato la squadra. Sappiate che vi saranno sempre al fianco nel bene e nel male. Sperando che ci siano soprattutto tanto da esultare”. Ma le parole di elogio da parte del primo tifoso non terminano qui: “Sto vedendo come il gruppo lavora in questo primo periodo e non posso che dire di essere soddisfatto. Ho visto tanto impegno e professionalità da parte del mister, che ha deciso di sposare un progetto serio e di accettare questo declassamento. La presenza di persone che vivono sul territorio come Pasquale Visconti ed il Direttore Nicola Dionisio ci dà ulteriore fiducia e ci fa essere sempre più convinti di questa scelta. Sono tornate figure come Tisci, Puleo, De Angelis che hanno fatto parte del recente passato. È arrivato un grande attaccante come Biancone. Giocatori che hanno sposato questa causa con la massima umiltà. Dovranno essere loro a prendere per mano questi validi giovani e trascinarli verso il traguardo”. Galasso ha un desiderio e non lo nasconde: “Tra tre anni vorrei ritrovarmi in B. Ci tengo, lo spero e sono sicuro che accadrà. La società a mio avviso ha investito bene, puntando su giovani che rappresentano sicuramente un patrimonio importante. Ora stringiamoci intorno all’Avellino, facciamo sentire il nostro amore. Io sottoscriverò il mio abbonamento e invito tutti i consiglieri a farlo perché il nostro contributo, seppur piccolo, è importante”.
“È stata una vera corsa contro il tempo – afferma il presidente Renato Rodomontiè stato fatto tutto in fretta e furia, però, ritengo che nel poco tempo a disposizione abbiamo fatto delle buone cose allestendo un organico di tutto rispetto per la categoria. Grazie al sindaco ‘mostreremo’ il nome di Avellino in giro per l’Italia. Speriamo di ripagare la fiducia che c’è stata concessa”.
Il microfono poi ‘vola’ verso il vero deus ex machina del team irpino: “Questo per noi deve essere solamente un punto di partenza – afferma il D.G Nicola DionisioAndremo a giocare su campi caldi, dove ci attenderanno con il coltello tra i denti. Partiamo in ritardo, ma con la consapevolezza di avere i mezzi giusti per vivere una stagione da protagonisti”. Un pensiero per questo nuovo corso lo esprime anche il dottor Cipriano che con la sua azienda – la Sciuker – affiancherà i lupi in questo torneo: “Non posso che essere felice di sostenere l’Avellino. Sono un grande tifoso della squadra e essere vicino a questa dirigenza seria, dando il mio piccolo contributo, non può essere per me che motivo d’orgoglio. Io da supporter di questi colori non posso fare altro che apprezzare il sindaco per la scelta fatta”. “Per me non è un declassamento – afferma il tecnico Francesco D’ArrigoAvellino non è D, ma un capitolo a parte. In poche settimane ho avuto modo di apprezzare l’ambiente, di capire quanto si viva di calcio qui. Sappiamo che ci attende un compito importante e difficile, adesso, c’è da lavorare per recuperare il gap dalle altre squadre dovuto al ritardo di preparazione. Ho con me un gruppo di giocatori validi, convinto di poter fare bene e che questa sia la scelta giusta”. L’ultimo pensiero in chiusura è del sindaco Galasso: “Il padre del presidente Rodomonti è stata una figura che ha fatto la storia del calcio ad Avellino e vorrei tributargli un meritato applauso”.
La benzina nel motore c’è, adesso non resta che partire. La macchina costruita dal duo è pronta per la nuova avventura in una realtà che non ci appartiene. Con l’auspicio che da una brutta pagina se ne possa scrivere una nuova bella fatta di successi. Alle 19.30 è stata posata la prima pietra, messo il primo tassello di un cammino lungo e tortuoso in attesa della sfida contro il Sambiase. E proprio la compagine calabrese è considerata la principale antagonista per il successo finale. (di Sabino Giannattasio)

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