
Purtroppo non è arrivata la tanto attesa fumata bianca. Il Comune e l’Us Avellino non hanno trovato l’intesa per il rinnovo della convenzione relativa lo stadio Partenio, una notizia che scontenta una città. Il mancato accordo fa arrabbiare gli ultras che purtroppo quest’anno poche volte hanno potuto seguire la propria squadra del cuore sul terreno amico. Tra il sindaco Galasso e i fratelli Pugliese non c’è ancora il patto per l’utilizzo dell’impianto di Via Zoccolari. Lo stadio rischia di chiudere nuovamente. Di certo non è una bella notizia per quanti amano i colori biancoverdi. Il nodo non sciolto riguarderebbe l’affitto dell’immobile. Secondo il sodalizio irpino, infatti, il sostanziale aumento del canone da parte dell’ente di Palazzo di Città, rappresenterebbe un esborso eccessivo. La nuova convenzione prevede che l’affitto venga: “aumentato in riconoscimento degli sforzi compiuti dall’Amministrazione Comunale per adeguare lo stadio alle nuove normative in materia di sicurezza”. L’intesa discussa in partenza prevedeva che i lavori straordinari, toccassero alla società, mentre quelli ordinari al Comune. La giunta invece afferma di essersi accollata tutte gli oneri, compresi quelli che non le spettavano. La dirigenza non accetta questa proposta dichiarando che: “rappresenterebbe un ulteriore e rilevante sforzo economico per la società – si legge nella nota – in un momento non semplice caratterizzato dallo stallo della trattativa sui diritti televisivi. Non di meno la società è assolutamente disponibile a prendere in considerazione qualunque altra ipotesi di definizione della trattativa che possa essere economicamente sostenibile, nella certezza che l’Amministrazione Comunale voglia proseguire nella sua tradizione di sensibilità e vicinanza alla squadra dell’Avellino e tutelare il patrimonio di passione sportiva che essa rappresenta-. Ricordando agli organi istituzionali del Comune capoluogo”. Il sindaco ha affermato che cercherà di chiarire in una conferenza stampa i motivi di tale decisione alla città. La dirigenza irpina dal canto suo asserisce di aver sempre adempiuto ai propri pagamenti e chiede una maggiore flessibilità alla controparte: “La nuova gestione dell’U.S. Avellino S.p.A. – sottolinea ancora la nota – a differenza delle precedenti conduzioni, ha stipulato con il Comune di Avellino una convenzione per ogni stagione sportiva provvedendo anche al pagamento dei relativi canoni. La società ha anche definito bonariamente e con reciproca soddisfazione delle parti annose controversie relative alle passate amministrazioni sia con il Comune sia con l’Alto Calore provvedendo anche in questo caso ad estinguere tutte le posizioni debitorie per un ammontare complessivo superiore ai 500.000 euro”. Da Palazzo di Città fanno sapere di voler stipulare una convenzione decennale con la previsione di un canone annuale di importo tale da coprire, nel periodo di riferimento, l’intero ammontare dei lavori effettuati del Comune per adeguare lo stadio alla normativa in materia di sicurezza; ciò, ovviamente, oltre il canone annuale ordinario di circa € 15.000. Il pagamento delle quote di concessione per l’intera durata della convenzione dovrebbe essere garantito da fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta rilasciata in favore del Comune. Da via Zoccolari informano che la richiesta non può essere sostenuta, inoltrando una controproposta. In alternativa allo schema contrattuale proposto dal Comune, la U.S. Avellino, a mezzo dei propri tecnici e legali, ha ricercato e proposto differenti formulazioni che, però, gli esponenti dell’Amministrazione non hanno ritenuto accoglibili. Nella nota emanata dall’Ufficio Stampa della società biancoverde si legge che: “Il Comune di Avellino ha fruito e fruirà di finanziamenti regionali destinati alle infrastrutture sportive; tali fondi sono normalmente utilizzabili per effettuare i lavori di messa in sicurezza dello Stadio Partenio. Gli interventi sono stati eseguiti quando la precedente convenzione era già scaduta, il 30 giugno 2007, con la fine della stagione calcistica 2006-2007; per tanto in quel momento la U.S. Avellino s.p.a. non poteva essere considerata “società utilizzatrice” ai fini dell’applicazione della normativa sulla sicurezza. In tante altre città della penisola i lavori di adeguamento alla normativa in materia di sicurezza sono stati effettuati dalle amministrazioni comunali, pur in presenza di effettive società sportive, alle quali, in taluni casi, è stato richiesto un adeguamento del canone di concessione, non certo la restituzione dei fondi utilizzati per i lavori e tantomeno, garanzie fideiussorie bancarie e assicuratrici. In base a tali rilievi la società propone: la stipula di una convenzione di concessione dell’impianto alle seguenti condizioni essenziali: durata annuale, con scadenza al 30 giugno 2008; canone pari alla somma del canone precedente (aggiornato all’indice ISTAT) e di un incremento che tenga conto dell’ammortamento degli investimenti effettuati in un’aliquota pari al 3% dei costi sostenuti; pagamento del canone come determinato, in via anticipata al momento della stipula della convenzione, per tutte le altre pattuizioni, apportate le necessarie modificazioni in coerenza con i primi tre punti, è utilizzabile lo schema di convenzione sottoscritto per la precedente stagione calcistica. La dirigenza ritiene in questo modo di aver proposto una soluzione che costituisce un equo contemperamento degli interessi”. D’altronde il patron Massimo Pugliese è pronto ad esaminare una eventuale nuova offerta. L’auspicio di tutti è che alla fine la squadra possa giocare davanti al proprio pubblico. L’Avellino non sta vivendo un momento facile. L’ultimo posto in classifica è già un grosso ostacolo, evitiamo di creare ulteriori problemi. Troviamo un’intesa, aiutiamo questi colori a conservare la serie B. La cadetteria è un patrimonio di tutti e va difesa.