Riprendere la corsa: l’Avellino contro il Vicenza deve ottenere assolutamente la vittoria, per lasciarsi da subito alle spalle la sconfitta di Grosseto e scalare posizioni per abbandonare in tempi brevi la zona rossa. Novembre mese decisivo, quello della svolta. Fallito il primo match point in Toscana, i lupi affronteranno in rigoroso ordine i veneti, tra le mura amiche il Messina dell’ex Biancolino in trasferta e lo Spezia in casa. Tre sfide fondamentali per il rilancio di una squadra che non può e non deve assolutamente fallire. Non più. Tre incontri al termine dei quali si capirà quanto il lupo dovrà soffrire per riuscire a conquistare la tanto agognata salvezza nel campionato cadetto: “Gli esami non terminano, ma sicuramente bisognerebbe superarne qualcuno.- afferma il tecnico Guido Carboni– È un momento non facile, da parte nostra ci deve essere un grande spirito di reazione. La situazione è delicata ma se giocheremo al massimo delle nostre possibilità ne usciremo. Purtroppo le tante sconfitte ottenute ad oggi, minano sia il morale che l’autostima. I ragazzi a volte si fanno sfuggire il risultato per delle disattenzioni evitabili e la settimana successiva di certo non è semplice ripartire”. Numeri alla mano l’Avellino ha perso nove dei tredici incontri fino a qui disputati, ma soltanto al termine della gara con il Piacenza l’allenatore aretino è stato critico nei confronti dei suoi uomini: “Allo stato attuale abbiamo dei limiti e questo non possiamo nasconderlo. Ma non vuol dire che non dobbiamo provare a fare sempre meglio. Dopo il successo di martedì dovevamo e potevamo trovare continuità. Alla fine invece non è stato così: una sfida a due facce quella di sabato scorso, persa proprio nel nostro momento migliore. Eravamo riusciti a riagguantare il risultato, rimediando ad un primo tempo brutto, scendendo in campo con coraggio e determinazione. Con uno spirito diverso rispetto ai primi opachi quarantacinque minuti. Commettiamo degli errori che in una situazione come la nostra non aiutato a crescere e a trovare quella serenità di cui avremmo tanto bisogno”. Con il recupero di Paonessa e Pellicori che hanno scontato il turno di squalifica avrà maggiori soluzioni sotto l’aspetto offensivo. Una doppia arma per sollevarsi dopo lo stop dell’ultimo week-end: “Reagiremo. Se non ne fossi convinto potrei anche tirare il cappello in area. Io sto con la squadra e nessuno può dire il contrario. Sicuramente mi aspetto qualcosa di più, da parte dei miei uomini vorrei vedere una maggiore voglia di non soccombere. Dobbiamo trovare continuità anche nel gioco, non abbiamo mai fatto novanta minuti come vorrei io. Mi aspetto una prestazione costante per tutto l’incontro: c’è da ricostruire una condizione mentale e per questo dobbiamo restare uniti e metterci alle spalle tutto il negativo di questa prima parte. Ora dobbiamo guardare avanti: affronteremo un avversario difficile che ha vinto due incontri in trasferta. Dovremo offrire una prova gagliarda, intensa e senza tanti fronzoli”. Sul grave infortunio accorso a Stella e le condizioni non perfette di Conticchio l’ex trainer di Crotone e Bari è chiaro: “Mi dispiace per Marco perché veniva da otto mesi di inattività. Nella prima parte non era in grande condizione e per questo ha giocato poco. Sotto l’aspetto professionale è un ragazzo eccezionale, un giocatore che quando sta bene dà il massimo. È un punto di riferimento, uno che ha sempre dato il meglio pur giocando poco. Per quanto riguarda Conticchio vedremo di recuperarlo, non è in forma ottimale. Io ho sbagliato a mandarlo in campo nonostante la scarsa condizione però non avevo molta scelta. Anche Di Cecco non sta bene ed in mezzo abbiamo la ‘coperta corta’”. In merito alla possibilità di affidarsi al 4-2-3-1 per questo delicato incontro. Con il trio Sestu-Paonessa-Salgado alle spalle di Pellicori: “Non ho ancora deciso. Io non mi soffermo mai sul modulo perché lo fanno i giocatori: dobbiamo essere noi bravi ad adattarci sempre agli avversari. È importante trovare degli equilibri giusti per giocare con un attaccante e tre giocatori alle spalle. C’è bisogno di spirito di sacrificio, altrimenti significa andare al patibolo. Troviamo il modo per far coesistere questi elementi”. Nonostante i numerosi errori, le tante disattenzioni che sono costate all’Avellino punti importanti, ci sarà ancora una volta spazio per Pantanelli: “Ha la mia piena fiducia, ma come gli altri si deve dare una mossa”. Ad inizio settimana il trainer biancoverde ha avuto un lungo faccia a faccia con una delegazione di tifosi: “Io ritengo che un gruppo che viene giustamente arrabbiato a chiedere spiegazioni, meriti la dovuta attenzione. Li ho ricevuti con piacere ma soprattutto per rispetto della gente ci sta sostenendo. Da parte mia ho affermato serenamente che ce la sto mettendo tutta per tirar fuori il meglio dalla squadra. Magari loro se la prendono con i singoli io invece ho il dovere di difendere la squadra, perché sono sulla barca. L’allenatore si prende le proprie responsabilità, sapendo di essere sempre a rischio. Li ho ascoltati e capiti…critiche legittime. Loro comunque devono continuare a darci una mano, solo così possiamo uscire dal tunnel. Gente che ti sorregge in trasferta, ti segue in massa, meriterebbe risultati diversi. Sono convinto che ci saranno tempi migliori e in futuro quando verranno allo stadio potranno essere orgogliosi del gruppo. In questo momento tutti stanno dando una mano ed è importante”. Una squadra offensiva per ottenere il terzo successo della stagione e fare un altro piccolo passo verso la conquista dell’obiettivo prefissato. Un lupo d’attacco per scardinare la fragile difesa biancorossa: 19 reti subite. Non dovrebbero esserci particolari sorprese nella formazione con la probabile conferma di Pantanelli tra i pali e l’inserimento di Di Cecco a centrocampo. A prescindere da uomini e moduli, l’unica cosa che conta è regalare un successo a quanti soffrono per la maglia irpina.(di Sabino Giannattasio)
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