Rinforzare o indebolire? Nessuno ha ancora compreso quali siano le reali intenzioni della Pugliese band. Fatto sta che a più di dieci giorni dalla riapertura del mercato di riparazione è arrivato il solo Abruzzese. Tanti i proclami fatti nelle scorse settimane dal presidente dei lupi Marco Pugliese: “Prenderemo cinque, sei elementi che possano dare una mano alla squadra. Almeno tre arriveranno per l’incontro con il Verona”. Queste le parole del più piccolo dei fratelli di Frigento ai microfoni e ai taccuini dei giornalisti, nei giorni antecedenti alla riapertura delle liste. Fino ad ora un solo acquisto e per giunta anche in prestito. Sono invece tante le operazioni saltate per qualche ‘euro in più’. Gli arrivi però non compensano le partenze: infatti, visto come si stanno mettendo le cose con gli addii di Puleo ed Allegretti, che pur non rendendo al massimo delle loro possibilità, erano elementi importanti dell’organico, più che una campagna di rafforzamento appare una campagna di indebolimento. Purtroppo, si continuano a fare errori su errori. Si rischia di tornare nell’inferno della C, senza dare alcun segnale di ripresa. Senza investire per difendere il patrimonio di un’intera provincia. La B e di tutti: tifosi, giornalisti e società. Ringraziamo i Pugliese per quello che è stato fatto nella passata stagione, ma adesso occorre uno scatto di orgoglio e di…soldi. Hanno salvato la società da un fallimento annunciato, ma la riconoscenza non può durare in eterno. La piazza non merita queste umiliazioni, anche perché alle parole ci vogliono i fatti. I mali dell’Avellino partono da lontano: non si può avere una dirigenza da A ed un organico pieno di falde. Bastava risparmiare qualche soldino in più dietro le poltrone per avere una ‘squadra’ degna di essere chiamata tale. De Mita, il fido Pasini, Lo Schiavo, Pavarese prima e Fedele poi. Ma non finisce qui, se si pensa che ci sono stati due addetti stampa e la panchina è stata affidata a due tecnici dall’ingaggio piuttosto elevato come Oddo e Colomba. Tanti soldi spesi per strutturare staff dirigenziale e tecnico e poi non vengono ingaggiati calciatori per 50mila euro. Tante trattative avviate, sul punto di essere concluse, ma saltate nelle ultime ore per il vile danaro e per una piazza che non appare quella degli antichi splendori. Ricapitolando: Mignani, Ferrante, Mamede, D’Anna e chi più ne ha più ne metta. Se almeno qualcuno di questi affari fosse andato in porto i tifosi, non starebbero a mugugnare. La gente (i tifosi) è stanca di essere presa in giro ed aumenta lo scetticismo per i continui dietrofront dei calciatori in predicato di rafforzare l’organico. Di sicuro gli ultras e non, che riempiono le gradinate del Partenio apprezzerebbero molto di più ai proclami, evidenziati sui mass-media, certezze e fatti concreti.
A Natale e all’Epifania mister Colomba ha ricevuto quasi esclusivamente carbone. Chissà se nel giro di pochi giorni la proprietà si accorga degli errori che sta commettendo e gli darà qualche lieta notizia. Mentre gli altri corrono ai ripari, i lupi stanno alla finestra a guardare. I tifosi continuano ad attendere con pazienza… e grande fedeltà, in attesa che Fedele ravvivi la speranza che da sempre è l’ultima a morire: ma quando è troppo è troppo. (di Sabino Giannattasio)
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