Inizia un nuovo campionato, un nuovo percorso per un lupo che deve al più presto trovare la giusta identità e dimostrare sul campo le proprie potenzialità; quelle doti, venute fuori a sprazzi, che hanno regalato un’altalena di risultati che ha condizionato l’andamento, il valore di un organico che rispetto ad altri ha qualcosa in più, ma che deve assolutamente scacciare la ‘sindrome’ da dottor Jekyll e Mr. Hyde. Un doppio volto che non ha di sicuro aiutato la truppa biancoverde in questo primo scorcio di torneo. 22 partite da giocare, 66 punti a disposizione e la vetta distante 10 lunghezze. L’Avellino prova a dare la sterzata, a cambiare le sorti di un torneo iniziato non di certo sotto la stella giusta. Salutato Francesco D’Arrigo, che ha deluso le aspettative, è stato promosso Salvatore Marra dalla Juniores. Una scelta, quella di affidarsi all’ex numero dieci del vecchio lupo, che di certo non rappresenta un ripiego, come ha voluto chiarire il presidente Renato Rodomonti: “Voglio sgomberare il campo da ogni illazione, Sasà faceva già parte di questa famiglia e non rappresenta una seconda scelta”. Toccherà proprio a lui e a Rosario Majella, nuovo tassello del reparto avanzato, aiutare i lupi ad uscire da questa situazione e raggiungere al più presto la prima posizione.
“Prima di tutto volevo salutare la piazza– afferma il neo tecnico della compagine irpina- . Da tanto non venivo allo stadio. Nel 2003, siamo andati in B grazie ad un mio goal, ho trascorso 10 mesi intensi, per me quella è stata un’annata stupenda. Rimarrà nei miei ricordi per sempre; adesso, però, si azzera tutto, ora sono cresciuto. Devo parlare da uomo di campo leggendo altre cose. Non capita a tutti di avere una possibilità del genere. Io, da giovane allenatore, porto entusiasmo. Sono carico e consapevole che possiamo fare bene”.
Determinato e carismatico, Marra prosegue nella sua analisi dimostrando di avere le idee molto chiare, ma soprattutto sottolineando l’importanza del gruppo più che della guida tecnica: “Cercherò di farmi ricordare come allenatore ma in questo momento c’è bisogno di tutti. Le cose non vanno tanto bene per la squadra ma c’è tempo per rifarsi. Bisogna aiutare calciatori in difficoltà, capisco che qualche tifoso sia preoccupato. Io più di altri – perché in questo stadio ho giocato – posso dire che se la ruota gira, questa città non ha nulla da invidiare a tante di serie A. Spero di riuscire a portare tanta gente allo stadio. Dobbiamo ottenere risultati importanti e possiamo farlo. L’allenatore conta, ma contano di più i calciatori”
. Per lui subito un appuntamento importante, un curioso scherzo del destino che lo mette di fronte alla sfida Messina-Avellino, due formazioni con cui ha scritto pagine importanti della sua carriera, forse le più belle ottenendo due promozioni in B. E proprio con i lupi ha siglato il goal decisivo, allo ‘Scida’ di Crotone, che catapultò i biancoverdi nel campionato cadetto dopo otto anni. Una rete che resterà nella storia del calcio irpino. Quell’11 maggio ha rappresentato per i tifosi irpini uno degli eventi più belli (10.000 anime invasero la Calabria), per un successo che permise di staccare il biglietto per la serie superiore prima del Pescara, antagonista fino all’ultimo atto: “La sorte mi ha confezionato un bel pacchetto regalo, meglio questo che rimanere a casa a guardare il televideo. Quel Marra non c’è più, in questo momento esiste un mister che cerca di fare carriera e migliorarsi ”. Non ha mai visto all’opera la squadra, ha chiarito però questo aspetto: “Non volevo essere di disturbo, per questo ho preferito evitare di venire agli allenamenti a alle gare. Egoisticamente, però, ammetto che sono molto contento di essere qui”.
Cosa non va in questo Avellino?
“Subiamo troppi goal, ma sarei presuntuoso a dire che il problema è rappresentato solo dal pacchetto arretrato. Non sto accusando la difesa, perché si vince e si perde in undici. Non vorrei che il Partenio facesse esaltare le squadre avversarie, dobbiamo fargli paura. Voglio una squadra brutta e aggressiva. I moduli lasciano il tempo che trovano, è necessario avere la giusta mentalità”.
Su cosa cercherà di fare… “Proverò sempre a chiudere gli spazi, come li abbiamo noi i giocatori importanti li hanno anche gli altri, noi dobbiamo solo essere più bravi a sfruttarli”. Ed in merito alla vittoria del torneo:“È una cosa che mi piacerebbe tanto ma sono realista. Siamo a dieci punti, lavoreremo per raggiungere l’obiettivo, lottando fino a quando sarà viva l’ultima speranza”.
Ha assistito all’ultimo match con il Nissa dagli spalti, da oggi si metterà a lavoro per farsi trovare pronto in occasione della gara con l’Acicatena. Rosario Majella si presenta, il neo attaccante dei lupi svolgerà il primo allenamento questo pomeriggio. 116 reti in carriera per il napoletano che ha indossato, tra le altre, le casacche di Altamura, Isernia, Savoia, Trapani e Angri in D. Gladiator in C2 (11 gettoni e 3 reti) e Varese in C1 (5 presenze). 5 volte in doppia cifra, 72 marcature negli ultimi tre campionati. “Colgo l’occasione per ringraziare la società che mi dà questa possibilità importante – afferma il 30ennne attaccante – . Da quando ho lasciato Latina mi hanno cercato tanti club, io però volevo fortemente questi colori. È un campionato molto difficile, non c’è bisogno solo di giocatori importanti, di gente che fa la differenza. Tutte le squadre possono creare difficoltà. Sono convinto che l’obiettivo può essere raggiunto, altrimenti non sarei qui. C’è bisogno di equilibrio e continuità, solo il lavoro potrà permetterci di raggiungere il traguardo”.
Sugli stimoli con cui in inizia l’avventura ai piedi di Montevergine è chiaro: “Arrivo carico, pronto. Aspetto solo l’occasione per dimostrare il mio valore e dare il contributo alla causa. Lo scorso anno per me indossare questa maglia era un sogno. Ho lavorato in piazze altrettanto importanti per la categoria, anche se qui è veramente il massimo. Credo di aver fatto la scelta giusta e non vedo l’ora di svolgere il primo allenamento con i compagni”. Ritrova Marra con cui ha giocato al Savoia: “Per me è stata una sorpresa. Lui ha una mentalità vincente, crede molto nel lavoro”. In merito alle sue caratteristiche tecniche: “Sono un ladro d’area. Spero di continuare sul binario di questi ultimi quattro anni e dare tante soddisfazioni ai tifosi, sto bene perché ho giocato fino a due settimane fa, ora spero solo di dare il mio contributo in questa nuova avventura”.
E su cosa ci vuole per riuscire a ottenere la promozione: “In questo campionato c’è bisogno dell’equilibrio giusto, deve essere un mix di under e over. Ci vuole tanta determinazione, grinta, corsa, chi subisce di meno alla fine ha la meglio”
Come Romano, anche lui è un ‘esperto’ della categoria: “Credo che oltre a Gaetano ci sia anche Biancone perchè chi vuole dominare il torneo ha bisogno di grandi punte. Spero di imparare da loro qualcosa. Ora rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo con tutte le nostre forze di arrivare in cima”.
In attesa di poter vedere Majella in campo, ci sarà il big-match in riva allo stretto, con una società che, come quella irpina, è caduta in disgrazia. Una gara in cui potrà essere rafforzata l’amicizia tra gli appassionati delle due fazioni. 3 punti in Sicilia per ricominciare a correre, basta black-out. Il segnale la società l’ha dato, ora tocca ai protagonisti sul rettangolo verde. (di Sabino Giannattasio)
