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Secondo lei, cosa è successo tra il primo e il secondo tempo. Cosa è cambiato nella testa dei calciatori. Forse anche i fischi hanno fatto da stimolante?
“Nella prima frazione di gioco la squadra era nervosa, contratta, ma era consapevole dell’importanza dell’incontro. Nella ripresa è riuscita a buttare il cuore oltre l’ostacolo riuscendo a creare sei nitide palle goal e ad ottenere un meritato successo. E’ stato fondamentale portare a casa questi tre punti per uscire da questo momento di crisi e risollevare le sorti del campionato”. Fa un passo indietro, sull’inizio del periodo buio, provando a spiegare i motivi dell’involuzione del lupo bello e vincente visto ad inizio stagione: “Sapevamo che il mese di gennaio sarebbe stato molto difficile. Il susseguirsi delle voci di mercato, l’aspettativa da parte di alcuni calciatori di fare il cosiddetto salto e di approdare in società importanti, ha distratto un po’ da quello che è l’obiettivo. E’ anche vero che era quasi impossibile riuscire a mantenere gli stessi ritmi del girone d’andata. Continuare su quella strada avrebbe significato chiudere la stagione a novanta punti. Un calo fisiologico era preventivabile. Quando eravamo primi in tanti parlavano di campionato chiuso a marzo, invece io ho sempre cercato di gettare acqua sul fuoco, dicendo che sarebbe stata dura fino alla fine. Purtroppo, anche a febbraio le cose sono andate male, c’erano ancora in alcuni elementi le scorie del mese precedente. Sono felice per la reazione della squadra nei secondi quarantacinque minuti. E’ stato un segnale importante per tutto l’ambiente, dopo la vergognosa prestazione di Castellammare dove avevamo letteralmente raggiunto il limite, la squadra ha reagito alla grande. Penso che la prestazione del derby sia stata lo specchio di quella piccola crisi che stavamo vivendo. Al Menti i ragazzi erano ‘vuoti’ nella testa e nelle gambe. Con il Teramo avevamo la volontà di vincere a tutti i costi. Era una sfida delicatissima contro un avversario che si è difeso bene, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. In settimana i ragazzi avevano lavorato bene, raccogliendo le giuste energie mentali per questa gara”. L’ex dirigente di Taranto, Nocerina, Savoia, Juve Stabia e Giugliano elogia la prestazione offerta dalla sua ‘creatura’ nei secondi 45 minuti di gioco: “Ho sempre pensato che la partita con la formazione di Fiorucci sarebbe stata sbloccata su un calcio piazzato. Paoloni nel primo tempo ha compiuto due autentici miracoli su Moretti e Grieco. Potevamo sbloccare la gara come è successo in altre occasioni, come con la Salernitana e la Sambenedettese ad esempio. Invece non è stato così perché gli avversari, ogni domenica che passa, imparano a conoscerci maggiormente. Gaetano nella ripresa si è trovato costretto a cambiare angolo di battuta. Dopo il primo tempo conclusosi in parità, la tensione è salita, ma la risposta della squadra mi ha confortato. I ragazzi hanno dato il massimo schiacciando il Teramo nella propria area e costruendo almeno sei nitide palle goal. Il palo dopo pochi minuti, il goal arrivato nel finale, dimostrano la grande voglia di un gruppo che non vuole mollare. Se poi ci aggiungiamo il brutto infortunio di Moretti, quello di De Angelis, le condizioni fisiche non ottimali di Sullo, ci rendiamo conto che riuscire a fare nostro questo risultato è ancora più importante di quanto si possa pensare”.
Il discorso primo posto è ancora aperto? Il pubblico ci crede ancora come è giusto che sia: “E’ chiaro che nella testa della gente. Nella mente dei tifosi avellinesi, c’è ancora l’Avellino dei diciotto risultati utili consecutivi, quello capace di rifilare 3 o 4 goal a chiunque. Il testa a testa con il Ravenna io lo vedo come una partita di tennis. Noi nel terzo quarto abbiamo avuto il match-point che ci avrebbe potuto catapultare a sei punti e far mettere una seria ipoteca sulla vittoria della stagione. Purtroppo, non siamo stati capaci di sfruttarlo. Andati in vantaggio 2 a 0 dopo 25 minuti, abbiamo avuto un black-out che non ci ha permesso di chiudere a nostro favore la partita. Dopo quell’incontro però posso dire tranquillamente che nulla è girato più per il verso giusto. Tolto Manfredonia, dove la squadra non è proprio scesa in campo, credo che a Perugia e contro la Juve Stabia avremmo sicuramente meritato il pareggio. In Umbria abbiamo beccato goal con due giocatori sulla linea, nel derby l’arbitro ci ha annullato un goal validissimo. Senza dimenticare le due reti che non ci sono state convalidate a Gallipoli. Goal che ci avrebbero permesso di vincere la partita. Non vuole essere di certo un alibi, ma di sicuro in questo momento il distacco sarebbe stato inferiore”.
C’è anche l’arbitrato? Se ci ridaranno i due punti…
“Non ci stiamo assolutamente pensando. Dobbiamo concentrarci esclusivamente sulle dieci gare che restano”. Ma l’avvocato invita la squadra anche a guardarsi le spalle, in quanto il raggiungimento del podio più alto della graduatoria non riguarda esclusivamente l’Avellino. Confermando l’importanza, in caso di mancata promozione diretta, del secondo posto: “Domenica abbiamo la seria possibilità di accorciare sul Ravenna. Ma non dobbiamo guardare esclusivamente avanti, è importante cercare di tenere anche la Cavese a debita distanza. Se malauguratamente non dovessimo farcela ad arrivare primi, ci sono sempre i play-off. Il secondo posto negli spareggi è fondamentale. In questo momento non dipende solo da noi. Speriamo che i romagnoli facciano qualche passo falso. Non dimentichiamo che se non ci fosse stato quel rigore di Biancolino e la Cavese avesse vinto a Giulianova, adesso ci saremmo trovati al terzo posto”. L’uomo mercato dei lupi non si fida del calendario, nonostante sulla carta non dovrebbe presentare troppe difficoltà: “In questo momento abbiamo un calendario molto difficile. La gara con il Martina ed il doppio confronto esterno con Ancona e Salernitana rappresentano un viatico importante per noi. In questo mese dobbiamo cercare di guadagnare qualche altro punto o di mantenere il distacco invariato, per poi giocarci tutto nella parte finale della stagione, quando la formazione di Pagliari si ritroverà ad affrontare avversari più quotati”.
Quindi, l’Avellino dovrà pensare ad una gara per volta?
“Dobbiamo vivere alla giornata, come abbiamo fatto dall’inizio della stagione. Non dimentichiamo quali erano i nostri programmi iniziali e in quali condizioni avevamo cominciato a lavorare il 24 luglio. Adesso, ripartiamo dal penalty di Raffaele. E ritroviamo lo spirito di inizio stagione che ci ha catapultati al primo posto in classifica”.(di Sabino Giannattasio)