
Giù il cappello davanti a questo Avellino. Il poker rifilato alla Salernitana consacra Moretti e compagni al ruolo di protagonisti. Superato l’ennesimo duro banco di prova per i biancoverdi che continuano a volare nei piani alti della classifica. Adesso, è inutile nascondersi dietro un dito: continuare a dire che questa squadra è tra le prime otto del campionato e che l’obiettivo stagionale sono i play-off, è una bugia…scaramantica. Questo lupo fa davvero paura, le quattro scoppole rifilate ai cugini granata hanno confermato ancora una volta il valore di una ‘creatura’ che fa del gruppo la propria forza. La truppa di Novelli si è inchinata ad un lupo affamato. Alla ricerca del riscatto dopo il mezzo passo falso contro l’Ancona. Un successo da dieci in pagella. Sì dieci! Lo stesso numero che indossa Grieco, quello dei campioni, quello dei calciatori dal tocco raffinato. E proprio una sua perla, la sesta di questo torneo, ha spianato la strada ai ‘Gladiatori’ biancoverdi che sono entrati ufficialmente nella storia, ma è anche il voto che merita mister Galderisi per il coraggio che ha avuto nel mandare nella mischia sin dal primo minuto le tre punte in un match così delicato. Il voto che va alle 10.000 anime accorse al Partenio a tifare lupi. A loro va anche la ‘lode’… e sì per una volta tutti hanno pensato a tifare per gli undici eroi in casacca verde, evitando un inutile muro contro muro tra contestatori e non, inneggiando oltre il novantesimo il tanto amato lupo. L’Irpinia pallonara ha vinto sugli spalti e sul terreno di gioco. Grazie alle magie del suo fantasista, alla forza di Moretti, alla morsa del ‘Pitone’ e ad un sigillo del gregario Riccio, di quel lottatore instacabile, che con un gran goal al fotofinish ha fatto crollare il ‘Partenio’. Ma anche grazie alla voglia di emergere dei giovani Gragnaniello, Porcari,Di Cecco. Dei combattenti Puleo e Ametrano. Del bomber Evacuo che si è sacrificato aiutando difesa e centrocampo. E’ il successo di Maglione, di un diesse che con un pugno di soldi è riuscito a creare una ‘macchina’ quasi perfetta. E’ la vittoria di una ‘famiglia’ che ha capito l’importanza di una gara che come le altre sulla carta valeva tre punti, ma che per questioni di ‘cuore’ ne valeva 100. Il lupo bastonato della passata stagione, quello ferito di Ravenna non c’è più. L’Avellino è tornato grande. Pronto a riprendersi la serie B, pronto a tornare nel calcio che conta per la porta principale. E poco importa se in questo momento Ravenna e Foggia corrono davanti. Il tempo per recuperare, per indossare lo scettro di regina c’è tutto… i mezzi pure. Per adesso continuiamoci a godere una vittoria che resterà negli annali. Un poker soltanto sognato alla vigilia, ma che è arrivato ed ha riempito di gioia una tifoseria che attendeva da tempo questa gara. Aspettando Giulianova …ancora applausi per i nostri eroi. (di Sabino Giannattasio)