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“Non ho rimpianti anche se personalmente sono molto ipercritico nei miei confronti e dei miei collaboratori”. Queste le prime parole dell’ex D.G dei lupi che continua: “Anche se questa è stata una stagione turbolenta, ho avuto la consapevolezza che qui si può fare calcio. C’è un pubblico che chiede, ma da anche tanto. Storicamente è una piazza molto calda, ma la tifoseria ha avuto molta pazienza e maturità nel capire che la società stava lavorando per il futuro e che ci sarebbero stati momenti difficili. Il nostro compito è stato quello di lavorare per il futuro è creare una situazione patrimoniale importante. Adesso, il mio compito qui è terminato, il presidente ha deciso di riprendere la situazione in mano e di gestire direttamente la squadra. I frutti nel bene o nel male della stagione si vedranno al termine”.
Un solo rammarico per il vecchio dirigente di Fiorentina e Roma: “Non aver avuto qualche giorno in più ad agosto per la costruzione dell’organico. Sono convinto che qualcosa di più si poteva fare”.
Torna sulla gara di sabato contro il Rimini, la prima vittoria dei lupi, senza lui nei quadri dirigenziali: “Rispetto al girone di andata siamo migliorati, una rosa in grado di conquistare la salvezza senza problemi”. Dopo l’addio ed il ritorno a casa continua a difendere Carboni: “Credo che vada ringraziato, ha visto i ragazzi soltanto la mattina della prima di campionato, ha avuto coraggio ad accettare questa difficile avventura. Non me la sento di puntare il dito contro di lui, anche se qualche errore l’ha commesso”. In merito al rinnovamento totale di agosto che ha visto la cessione di ben 19 elementi per la costruzione di una rosa quasi nuova di zecca, afferma: “Con la logica di creare una base sulla quale l’Avellino può puntare per il futuro. Abbiamo patrimonializzato la società. In questa rosa ci sono degli elementi che andranno il prossimo anno in massima serie. Ora c’è una base forte che permetterà all’Avellino a salvezza raggiunta di lavorare con sicurezza negli anni a venire, integrando il gruppo con i nuovi senza fare particolari stravolgimenti”. A chi parlava di Lucchesi come traghettatore verso l’arrivo di una nuova proprietà risponde: “Non c’è stata alcuna trattativa. All’epoca la proprietà era disposta a cedere, ma nessuno si è fatto avanti. Ora davanti alla volontà di Massimo Pugliese di prendere in mano le redini della squadra non posso che farmi da parte. Non nego che quando ho salutato i ragazzi c’è stata commozione”.
A chi l’accusa di aver puntato su giocatori infortunati: “Non è la politica che abbiamo adottato solo con la bravura e l’esperienza si trovano le mele buone, altrimenti si trovano solo gli scarti. Noi siamo stati bravi a prendere tanta gente brava anche se siamo stati penalizzati dagli infortuni non dipendenti da noi come Stella, Defendi e Conticchio”.
Direttore tornando indietro riprenderebbe Pantanelli che almeno al suo arrivo in estate doveva rappresentare uno dei fiori all’occhiello di questo organico, ma che visti i risultati ha deluso di gran lunga le aspettative?
“È un giocatore che può dare ancora molto. Abbiamo pagato le sue difficoltà, ma il suo accettare la panchina dimostra la sua professionalità E Cipriani? Su cui c’erano tante aspettative…
“La partita con il Rimini l’ha risolta Pellicori che fino a pochi mesi fa era massacrato e fischiato, con Cipriani succederà la stessa cosa quando ritroverà la fiducia e la condizione sono sicuro che farà benissimo”.
Non crede, adesso che sono passati quasi due mesi dalla chiusura del mercato di riparazione che una alternativa ad Anastasi sarebbe servita? “Non abbiamo avuto la possibilità, ma credo che con Nardini e Della Rocca stiamo a posto. Adesso, ci sono due giocatori per ruolo e questo era il nostro obiettivo quando abbiamo rinforzato l’organico”.
Perché è stato escluso Defendi dai ventuno?
“E’ un ottimo giocatore, ma credo che sia meglio che per quest’anno vada a giocare altrove (probabile un suo trasferimento in prestito al Cruzeiro), l’Avellino l’anno prossimo avrà un giocatore pronto e di prospettiva”.
In merito al nuovo allenatore Calori:
“É un allenatore che ha poca esperienza e non lo giudico sulla sua storia, ma sono sicuro che potrà fare bene nel futuro ma era un leader gia in campo Ha tutte le possibilità per essere un buon tecnico”.
Conclude parlando dei supporter biancoverdi: “La tifoseria risente dell’andamento della squadra quando va bene tutto bene quando va male sembra un dramma e forse andrebbe cercata un po’ più di stabilità e di equilibrio, perché è cosi che si fanno i punti”.
(di Sabino Giannattasio)