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Battere il Milazzo significherebbe accorciare sulla capolista e recuperare anche su altre contendenti visti gli scontri diretti: “È una gara che conta, ma il campionato non finisce domenica. Non creiamo troppe aspettative e troppa euforia intorno a questo match. Da calciatore ho vinto tornei in cui stavamo molto dietro, i miei ragazzi hanno le capacità per potersi rialzare. È normale che non possiamo più permetterci di sbagliare, ma questo vale a Milazzo e varrà in tutte le prossime gare. Se la convinzione resta quella mostrata specialmente nel primo tempo domenica, avremo pochi problemi”. Non vuole intervenire sul lavoro del suo predecessore: “Non mi piace parlare degli altri, io vedo solo grande spirito di sacrificio e grande disponibilità da parte di ogni singolo elemento. Per me i calciatori sono tutti sullo stesso livello. Ci tengo a ribadire questo concetto. Può darsi che adesso ci sia un elemento che stia giocando poco, ma che tra qualche settimana potrà essere decisivo”.
Torna un poco indietro con la mente, a quel testa a testa con il Pescara, quando sullo scanno irpino sedeva Salvatore Vullo e lui, con le sue giocate ed i suoi goal, ha contribuito a riportare l’Avellino in cadetteria dopo otto lunghi anni: “Quando io ho vinto qui da calciatore sono diventato un eroe per quel goal a Crotone, ma c’era un giocatore, Vianello, sceso in campo poco, che a mio avviso è stato più decisivo di me. Se Marco non avesse segnato quel goal con il Sora, forse al termine della stagione avremmo parlato di un risultato diverso”. Un Avellino più aggressivo quello visto domenica scorsa contro l’Acicatena: “Sicuramente, ma anche questo si acquisisce con il tempo, adesso tocca ai giovani agire prendendo esempio dai giocatori più grandi. In tanti criticano Biancone perché segna poco, però sotto questo aspetto è decisamente uno dei migliori. E devo fare un plauso a Tisci che nell’ultima sfida mi ha veramente sorpreso. Ora andiamo ad affrontare questa gara, con l’auspicio che ci seguano anche tanti tifosi”.