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Un buon biglietto da visita per un calciatore partito dal basso, che ha costruito la propria carriera iniziando dalle categorie minori: “È un ragazzo che si è praticamente lanciato da solo, con tanti sacrifici ha raggiunto la C giocando in Eccellenza e Promozione, non ha avuto la fortuna di potersi formare in un settore giovanile importante, ma in questi anni ha dimostrato di che pasta è fatto”.
Le parole d’elogio non si fermano: “È molto ligio al dovere, bravo a saltare l’uomo, ma se il mister gli chiede di difendere non se lo fa dire due volte. Ha i mezzi per andare in campo e fare ciò che vuole, però è uno che rispetta i ruoli e che ha sempre voglia di imparare. Sotto alcuni aspetti assomiglia un po’ a Sasà quando era calciatore (Marra, ndr). In un 4-3-3 o in 4-4-2 non avrebbe alcun problema di adattamento. Se punta la porta diventa micidiale”.
Quindi un professionista serio?
“È un ragazzo esemplare e se l’Avellino lo ingaggia fa un affare. Spero che possano ritrovarsi in Seconda Divisione da subito, questo è l’augurio che ho fatto al presidente Rodomonti, quando ci siamo visti l’ultima volta. Avellino merita altro e io lo posso dire perché ho vissuto per un anno la realtà calcistica irpina”.