Calcio – Le quattro identità del lupo…

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“Uno…e centomila”. In pochi avrebbero scommesso sull’Avellino all’inizio del torneo, meno ancora quelli che avrebbero puntato un centesimo sulla pronta rinascita dopo la debacle di Ravenna. Invece la truppa di Galderisi ha rialzato prontamente la testa, ha rivolto subito gli occhi al cielo con la vetta nel mirino. Quella ‘cima’ che dista due punti per la penalizzazione subita, ma che era stata meritatamente conquistata sul campo. E’ il boom del gruppo è il trionfo di tutti. Di vecchi e nuovi. Di una squadra in cui tutti sono importanti… tutti sono titolari, di una ‘famiglia’ in cui non esistono prime donne, di un organico in cui nessuno ha il posto assicurato, ma in cui chiunque deve conquistarsi la maglia con sudore durante la settimana. Il successo dei senatori, dei tanti giovani che hanno voglia di emergere, dei Primavera catapultati tra i ‘grandi’ e di coloro che cercano la definitiva consacrazione. Le quattro ‘identità’ del lupo, i quattro volti di una squadra che tra le mille difficoltà sta provando a riconquistare la B. Venticinque ‘soldati’ pronti a lottare fino alla fine per lasciare l’inferno. Questo Avellino ha testa, cuore e polmoni. Ma soprattutto ha un gran ‘manico’. Quel Galderisi che nella sua carriera da allenatore fino a questo momento aveva raccolto più dolori che gioie, quel tecnico che con grinta e tanta umiltà sta costruendo una macchina perfetta. Non fa promesse, non si pone traguardi, sa di avere una buona ‘truppa’ che con sofferenza e spirito di sacrificio può riconquistare quella categoria persa mestamente lo scorso giugno. Non guarda la classifica, non guarda lontano pensa a lavorare e a preparare bene 90’ alla volta. Non lesina critiche ai suoi ragazzi quando ce ne è bisogno. Un ‘sergente di ferro’ che ha conquistato l’Irpinia e che con la casacca biancoverde sta dimostrando di essere un vincente. Squadra, tecnico e diesse promossi a pieni voti. Maglione è sicuramente il principale artefice di questo gruppo che con il passare dei giorni dimostra di avere grandi qualità. L’Avellino vola con 14 punti soltanto ad una distanza di lunghezza da Foggia e Salernitana. Dopo le delusioni della passata stagione è tornata la legge del ‘Partenio’. Nella ‘tana’ del lupo non si passa più. Quattro vittorie su altrettante gare disputate in casa: 12 goal segnati e soltanto 3 subiti. Numeri eccezionali per i biancoverdi che di certo non erano partiti con i favori del pronostico. Sono le vittorie dei giovani: Gragnaniello, Porcari, Di Cecco, Tufano che giunti tra lo scetticismo totale stanno stupendo la piazza, sono i successi dei senatori Ametrano, Biancolino e Moretti che hanno sposato il progetto pur potendo cercare fortuna altrove, dei Grieco, D’Andrea, Evacuo in cerca della definita consacrazione. Dei baby Cucciniello e Matarazzo. L’Avellino c’è e diverte. Domenica si va a Teramo per dimostrare ancora di poter essere tra le favorite al successo finale. Adesso, l’auspicio è che al più presto venga definita anche la situazione societaria. Bisogna rimettere al suo posto l’ultimo pezzo di un puzzle che pian piano si sta ricomponendo. Speriamo che per il prossimo derby con la Salernitana sia tutto risolto. (di Sabino Giannattasio)

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