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Sono questi alcuni degli argomenti affrontati oggi dal Consiglio federale, che è stato preceduto dalla riunione del Comitato di Presidenza e da un incontro tra il presidente della Figc Giancarlo Abete, il presidente della Lega Nazionale Professionisti Antonio Matarrese, i consiglieri Stirpe e Grosso sulle problematiche della serie B.
E’ la “spalmatura” degli stipendi (ma dopo un’analisi particolareggiata sull’entità degli emolumenti) una delle soluzioni allo studio per salvare i club di B in difficoltà economica. Lo ha spiegato il presidente della Figc Abete durante la conferenza stampa: “L’Aic ha manifestato disponibilità- ha spiegato – il diritto del tesserato è però soggettivo e, indipendentemente dall’orientamento del club e dell’Aic, bisogna vedere come il singolo calciatore accetterà questa ipotesi. Inoltre è chiaro che dipende dall’entità del contratto: più le cifre sono basse, più è difficile pensare che il calciatore sia orientato ad accettare la spalmatura, mentre è diverso il discorso per un calciatore ad alto ingaggio e magari con un contratto pluriennale”.
Abete ha anche precisato che l’eventuale ritardo negli stipendi da parte dei club non comporta necessariamente la violazione delle normative federali e la penalizzazione delle società. I punti di penalità riguardano le società non in regola con i pagamenti per il trimestre aprile-maggio-giugno: se le verifiche accerteranno irregolarità alla scadenza del 30 settembre scorso, i club in questione saranno sanzionati con due punti in meno in classifica,come prevede la norma vigente.