
Senza gerarchie, né titolari nè riserve. Tutti importanti, nessuno indispensabile, Sasà Marra inizia a plasmare il suo Avellino. Il credo del tecnico di Pianura pian piano si fa strada tra il gruppo. Sette punti in quattro gare non sono pochi per un allenatore che è alla sua prima esperienza in D. A Mazara si è visto un lupo decisamente diverso, una grande prova d’orgoglio da parte dei biancoverdi, una reazione che definire giusta è un eufemismo, visto lo sconforto totale che imperversava all’interno dello spogliatoio dopo la debacle di Milazzo. E poco importa se alla fine è andato via un giocatore di talento come Ivan Tisci, che ha deciso di congedarsi proprio per il bene dei lupi. Una formazione per sette-undicesimi diversa rispetto a quella della settimana precedente, un pò per necessità – Serao, Fanelli e Puleo squalificati – un po’ per scelta. Ed il coraggio dell’allenatore irpino è stato premiato. Tutti sulla corda, l’Avellino ha una rosa di 28 elementi validi, 28 potenziali titolari: lo ha detto quando si è accomodato sulla panchina biancoverde al posto di D’Arrigo e lo ha dimostrato ieri. Un uomo dal pugno fermo, un sergente di ferro che insegna prima di tutto la disciplina. È il caso di D’Isanto, di sicuro uno dei talenti più esplosivi di questa squadra, ma che dopo gli atteggiamenti avuti in occasione della sfida persa contro la capolista è stato richiamato dal proprio condottiero che l’ha sostituito con Claudio Esposito, dato per sicuro partente fino a qualche settimana fa ma che ha dimostrato, a dispetto di tutto, di poter stare in questo gruppo. Così come Apuzzo, rispolverato in porta, che ha sfoderato l’ennesima prestazione convincente, nonostante abbia giocato poco. Stesso discorso per l’inedita coppia centrale di centrocampo Viscido-Licciardi: il primo ha recuperato una miriade di palloni, un Under che tanto Under non è ma che probabilmente non era tenuto nel giusto conto dal precedente allenatore; il secondo, ex Genoa, è pronto invece ad erigersi a nuovo faro della mediana. Così come Caso e Moscarino, che dirottati sulle corsie esterne hanno dimostrato di dare ampie garanzie. Un applauso a senatori come Patti, poco accreditato ad inizio stagione e che invece si sta dimostrando uno degli acquisti più azzeccati. Ora però sarà necessario confermarsi. Perché in apertura del nuovo anno ci saranno due sfide, entrambe sul proprio terreno, contro Trapani e Sambiase. Occorre la svolta definitiva sul terreno amico perché questo campionato ancora una volta ha dimostrato di non avere una vera formazione leader e che tutto può ancora succedere. Insomma, con la dovuta continuità si può sperare in una ripresa di stagione. Pensare ad una gara per volta, senza tuttavia abbandonare i sogni di gloria. Che siano play-off o vittoria diretta, alla fine quello che conta è raggiungere l’obiettivo del ritorno tra i professionisti.