Calcio – Il cuore dice salvezza… la ragione no! Come finirà?

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Il cuore e l’amore verso i colori spingono a crederci ancora, a tener viva una piccola fiammella. Ma la ragione e l’obiettività no. I fatti dicono che riuscire a conservare la B a 180’ dal termine è impresa ardua e quasi impossibile. È vero, con sei punti i play-out sono assicurati ma questa squadra ha la forza di ottenerli? Di sovvertire ogni pronostico dopo aver quasi buttato all’aria la salvezza nelle ultime due giornate contro un Cesena derelitto e fanalino di coda e la Triestina in vacanza e senza più stimoli? Forse no, forse sì. Sarebbe bello risvegliarsi tra quindici giorni con due successi contro Bari e Brescia e con l’obiettivo ancora nel mirino. Tutti lo sperano, tutti lo vorrebbero anche perché conservare quel sogno chiamato cadetteria sarebbe veramente il massimo, restare nel calcio che conta e di chi conta è troppo importante. Interrompere un ascensore che va avanti da troppo tempo avrebbe un valore immenso. Purtroppo la delusione dell’ultimo week-end, la rabbia dovuta all’ennesima umiliazione di una stagione in cui per raggiungere il traguardo sarebbe bastato davvero poco, fa sì che il desiderio venga scacciato dall’incubo, da quel brutto pensiero chiamato serie C. Si può anche non riuscire nel miracolo ma i calciatori almeno tirino fuori l’orgoglio, dimostrino di meritare questa maglia, di provare a fare il loro dovere fino in fondo. Dimostrino di poter giocare in cadetteria, di avere almeno rispetto verso una tifoseria che nonostante le tante batoste ha continuato a stare al loro fianco, ha continuato ad incitarli. Non so se sarà facile, difficile, possibile, che questo gruppo, assemblato male e senza un’anima, sorretto dalla voglia di fare di pochi, di emergere soltanto di alcuni e senza un’identità riesca a capire tutto ciò. Riesca a regalare almeno un mezzo sorriso, riesca a finire il torneo a testa alta, ma spero che il messaggio – che poi è quello di parecchi affezionati – almeno arrivi al mittente. Ancora due battaglie, dove gli uomini di Calori si auspica scendano in campo. Se poi la ‘grazia’ – in cui pochi credono – avverrà, tutti saremo felici. Perché ‘celebrare’ una salvezza quest’anno avrebbe un valore immenso. Le feste, quelle promozione, non hanno più lo stesso peso, hanno assunto un significato quasi di normalità. Non è più tempo di credere nei miracoli, lo abbiamo fatto nelle precedenti avventure nella seconda serie e si sa come è andata a finire. Poi se i lupi riusciranno a rimanere a galla sarò il primo ad alzare le braccia al cielo ed anche a scusarmi per l’eccessiva rabbia di 48 ore prima. Tutti incrociamo le dita con l’auspicio di non tornare nei tristi campetti della terza serie, di non andare a giocare con squadre che quando il nome dei lupi era in alto giocavano nei campionati dilettantistici. L’aritmetica dice che siamo ancora vivi e che un sottile filo ci fa restare ancora in piedi, noi tutti vorremo scendere in campo per far sì che la barca non affondi. Il destino della casacca biancoverde è deciso dai calciatori, da coloro che oggi ci sono e domani forse non più. Si sa, l’affetto verso i colori è ormai merce rara. Ci salveremo o retrocederemo… lo scopriremo soltanto vivendo.
(di Sabino Giannattasio)

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