Calcio e diritto, Blatter e Gargani al lavoro su proposta Fifa

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Zurigo – L’Ue ancora a lavoro sulla proposta di adeguamento delle rose nelle squadre di calcio. E’ di oggi infatti l’incontro tra il deputato irpino Giuseppe Gargani e Joseph Blatter, il presidente della Fifa. E’ stato proprio Blatter a chiedere un incontro con Gargani, quale massimo rappresentante delle questioni giuridiche dell’Europarlamento, per riportare all’attenzione dell’UE la proposta Fifa “6+5” formula che prevede per i club un minimo di sei giocatori indigeni, provenienti cioè dal Paese della squadra, nella formazione titolare. All’incontro hanno partecipato anche Mario Pescante, membro del Consiglio di Amministrazione del Comitato Olimpico Internazionale e Presidente della Commissione per la Politiche Europee al Parlamento Italiano, Jérome Vackle, Segratrio Generale della FIFA e Jérome Champagne, Direttore dell’ufficio Relazioni Internazionali della FIFA. Al centro della discussione le questioni sportive di valore politico legate al mondo del calcio. In questa occasione l’Onorevole Gargani ha informato la FIFA che nella prossima riunione della Commissione Giuridica al Parlamento Europeo, prevista a Bruxelles per il 30Aprile, annuncerà che la specificità dello sport e la regola del 6+5 saranno gli argomenti principali in agenda della Commissione Giuridica per la prossima legislatura. “Sono molto soddisfatto di questo incontro con Blatter. – ha commentato Gargani – Credo che possa essere il primo passo per avviare una collaborazione con la Fifa e per cercare di trovare una soluzione alle questioni sportive di valore politico legate al mondo del calcio che sono emerse in seguito al caso Bosman. A partire da oggi, la Commissione che presiedo dedicherà attenzione alla specificità dello sport e alla regola del 6+5″
Il Presidente della FIFA Blatter ha invece commentato: “L’incontro di oggi rappresenta un passo molto promettente per il bene del calcio cosi come per tutti gli altri sport. La Fifa é impaziente di avviare la collaborazione e il dialogo con il Parlamento Europeo.”

Sinora in Europa anche alle squadre di calcio è estesa la normativa sulla libera circolazione dei calciatori, perché equiparati ai normali lavoratori. La questione è da sempre nodosa e ha creato non poche polemiche tra l’UE e la Fifa. Il Congresso della Fifa, nel 2008 a Sidney, aveva approvato a stragrande maggioranza la formula (trovando anche il pieno appoggio del presidente della Uefa, Michel Platini) ma l’UE si è sempre fermamente opposta, reputando tale risoluzione illegale. Sempre la Fifa aveva commissionato all’Inea, l’Istituto per gli Affari Europei, uno studio che dimostrerebbe la piena compatibilità tra la formula del “6+5” e il diritto europeo. Il rapporto, successivamente presentato in una conferenza stampa a Bruxelles, evidenziava, stando a quanto dichiarato dal presidente dell’Inea Jurgen Gramkeche “non esiste alcuna contraddizione tra la regola del 6+5 e il diritto comunitario”. Gli europarlamentari hanno chiesto agli stati membri e alle rispettive federazioni nazionali di non introdurre nuove regole che creerebbero discriminazioni basate sulla nazionalità. Sulla stessa linea la Commissione europea che ha più volte definito la norma “incompatibile con la legislazione comunitaria”.

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