Calcio – Dionisio: “Biancolino? Ho altro a cui pensare”

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Nicola Dionisio non fa drammi. Il DG. dell’Avellino, parlando nella conferenza allo stadio ‘Roca’ di questo pomeriggio, dopo il rifiuto di Raffaele Biancolino al contratto offerto dai lupi, non demorde. L’uomo mercato del sodalizio irpino continua la propria caccia ad una punta di spessore. Nonostante la ‘mazzata’ arrivata con il forfait del ‘Pitone’ che piuttosto di rivestire la casacca della compagine biancoverde è pronto a firmare un triennale con il Cosenza: “È una trattativa chiusa. Noi abbiamo fatto il massimo per accontentarlo. Non voglio parlarne più perché al calciatore sono state proposte cifre importanti. C’è ancora tanto lavoro da fare, ho cose più importanti a cui pensare”. A chi gli fa notare che non sarà semplice trovare una punta dello stesso valore, il dirigente altavillese risponde: “Non demordo, è vero che è difficile trovare un elemento di pari livello. Ma è pur vero che siamo l’Avellino, non di certo una squadra qualsiasi. Nel calcio le bandiere sono poche. Lui ha dimostrato di non esserlo, rimangiandosi la parola data”.
Non ha dubbi sull’arrivo di Puleo alla corte di mister D’Arrigo ritenendosi sereno e tranquillo: “Il milanese è una delle poche bandiere, forse l’ultimo ‘vessillo’ del vecchio lupo. Sono convinto che con lui non ci saranno assolutamente problemi. Anzi aspettiamo che risolva le sue questioni con il Monza per poterlo vedere allenare al più presto con noi”. Per quanto concerne l’organico è chiaro sul numero di giocatori che servono ancora per completare la rosa: “Cerchiamo ancora tre over per reparto, e due under: uno in porta e uno in avanti”. In questo senso i nomi più gettonati sono quelli di Giardini dell’Ascoli per la difesa dei pali e Tarquini del Lanciano per la linea offensiva. Preferisce non sbottonarsi, Dionisio, sui possibili rinforzi che potranno giungere all’ombra del Partenio. “Non dico nulla, altrimenti ne scaturirebbe la concorrenza di altri club. Preferisco lavorare e consegnare al mister gli elementi che mancano”. (di Sabino Giannattasio)

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