
Venti partite per cercare di conquistare la vetta, ancora pochi match del girone di andata e l’intero ritorno per provare a staccare il biglietto per primi. Con il Messina ci sono stati segnali di ripresa, in casa contro l’Acicatena si è visto l’Avellino che tutti auspicavano, peccato per qualche errore di troppo sotto porta, ma poco conta se alla fine si riesce a portare a casa l’intera posta in palio. Una trasformazione radicale di un gruppo in cui sono state azzerate le gerarchie, di una rosa in cui tutti sono importanti e nessuno è indispensabile. La cura Marra sta portando i frutti sperati, il tecnico di Pianura ‘considera’ tutti e non esclude nessuno, ha avuto il coraggio di mandare nella mischia, dopo diversi infortuni, D’Isanto, dando fiducia a tutti i baby in organico, compreso quel Claudio Esposito dato per partente fino a qualche tempo fa. Una scelta che di sicuro sta giovando anche alla squadra e che soprattutto stimola ogni singolo componente. Finalmente l’Avellino sta iniziando a fare l’Avellino: pratico, attento e organizzato il lupo del nuovo corso pian piano sta conquistando una identità, cosa mancata con D’Arrigo. Il cambio di marcia e di mentalità c’è stato, l’aspetto psicologico era quello che premeva di più all’allenatore biancoverde. Anche se la prova del fuoco, quella decisiva per capire se quest’ Avellino inizia a correre come la Ferrari che è, sarà quella di domenica in casa della capolista Milazzo. Una occasione da non sprecare per il ridurre il gap con la prima della classe. Mutare le sorti della propria stagione e dell’intero campionato, tre punti per rimettersi definitivamente in corsa: è questo l’obiettivo dei biancoverdi al ‘Grotta di Polifemo’. Un appuntamento che vale la stagione per una squadra che finalmente si diverte e diverte. “Marra ha dato una mentalità vincente alla squadra, uno spirito battagliero, si gioca senza paura: e queste cose non si comprano dall’edicolante o dal salumiere. È un Avellino decimante, più concreto, che pensa più ai fatti che all’ ‘estetica’ – Sono queste le parole di Enzo De Vito ex dirigente dell’Avellino dalla vicina Aversa, dove lavora per ottenere un’altra salvezza in Seconda Divisione. Ognuno è importante, ognuno è utile alla causa. Con l’arrivo di Sasà in panca c’è uno spirito diverso. Vedo una voglia di lottare, una voglia di riemergere della squadra da 10 e lode. L’uomo giusto al posto giusto. Si doveva dare una svolta e lui lo sta facendo in maniera egregia”.
L’ex trainer della Juniores ha lavorato molto sull’aspetto difensivo, reparto arretrato che con il ritorno di Puleo ha sofferto di meno: “Simone ha fatto bene, ma sappiamo tutti che può fare di più ed il suo rendimento crescerà nel momento in cui recupererà la condizione, Tisci è un giocatore diverso, Romano un fuoriclasse in questa categoria, così come lo stesso Majella arrivato solamente a campionato in corso. Senza dimenticare che al momento c’è un giocatore come De Rosa fermo ai box per infortunio. Dovranno essere loro a prendere per mano la squadra e ridurre il gap prima del giro di boa, insediandosi in zona play-off. Poi, dopo gennaio, si dovrà provare a prendere il primato. Qualora non dovessero arrivare in testa, ci sono sempre gli spareggi e l’Avellino ha un organico che può permettergli di vincerli senza problemi. Ero fiducioso e resto fiducioso, convinto che il prossimo anno possa esserci un derby. Sono certo che alla fine la città uscirà da questo ‘mondo’ che non le appartiene”.
Sul prossimo avversario:“Il Milazzo è una squadra giovane, ma se si trova in quella posizione un motivo ci sarà. Mi auguro che i tifosi al seguito siano tanti perché il pubblico da sempre rappresenta il 12esimo uomo in campo e se le cose iniziano a girare in trasferta possono esserci anche 2-3mila persone. Bisogna crederci, perché nulla è perduto”. (di Sabino Giannattasio)