
Calcio Avellino – E’ nuovamente crisi. Due sconfitte quelle contro Arezzo e Mantova che hanno fatto crollare i lupi un’altra volta nella zona rossa. L’Avellino in due settimane ha vanificato la minirimonta ‘effettuata’. Allo stato attuale la truppa di Colomba non andrebbe a disputare nemmeno lo spareggio. Infatti, l’attuale situazione di classifica con i biancoverdi a pari punti con l’Albinoleffe di Mondonico li vedrebbe in serie C. La situazione si è fatta ancora più difficile. L’ambiente continua ad essere unito, ma un po’ di preoccupazione inizia ad esserci. Ritornano gli spettri dell’ultimo campionato di B, ritornano le paure dell’annata targata Zeman. Contro i lombardi a parte la fase iniziale della gara l’Avellino non è mai entrato in partita. Sotto accusa ancora una volta il pacchetto arretrato che con 57 reti subite è il più perforato del campionato cadetto. Il primo a salire sul banco degli imputati è Domenico Cecere. L’estremo difensore casertano, nell’ultimo mese non è più brillante come ad inizio stagione e i numerosi errori di queste settimane ne sono la dimostrazione. E’ lui ad essere nell’occhio del ciclone: “Mimmo è capitato soltanto in una giornata storta – afferma Alessio D’Andrea -. Credo non siano giuste le critiche nei suoi confronti. E’ incappato soltanto in una gara sbagliata. Cosa che era capitata anche ad Abruzzese due settimane fa a Rimini”. Il pacchetto arretrato continua a mostrare però numerosi problemi: “E’ vero abbiamo preso cinquantassette reti, ma non credo che sia soltanto colpa di noi difensori”. Il terzino laziale se la prende con l’arbitro: “Credo che al Martelli in diversi episodi siamo stati piuttosto sfortunati. Oltre, ad essere stati penalizzati da discutibili decisioni dell’arbitro, credo paragonabili soltanto a quelle di Arezzo. Dopo 35 minuti siamo rimasti in dieci ed è venuto fuori il Mantova che è sicuramente un’ottima squadra. Nella ripresa abbiamo cercato di ristabilire le sorti dell’incontro, ma dopo pochi minuti abbiamo perso anche Terni ed a quel punto non c’è stata più storia”. La vittoria dell’Albinoleffe ha complicato ulteriormente i vostri piani. In questo momento, l’Avellino non andrebbe a giocare nemmeno lo spareggio. Allo stato attuale la differenza reti negli scontri diretti con i bergamaschi vi condanna: “E pensare che molti fino a qualche settimana fa li davano per spacciati. Quindi, non dobbiamo assolutamente demoralizzarci, perché tutto può ancora succedere. E’ vero che in questo momento saremmo condannati alla retrocessione, ma noi ci crediamo. Ci sono ancora otto gare da disputare e ventiquattro punti a disposizione. Dobbiamo giocare ogni partita come se fosse una finale”.
Tu sei uno dei pochi superstiti della gestione Zeman, c’è in voi la paura che il campionato possa terminare in maniera analoga? “No. Con Zeman eravamo già retrocessi a metà campionato, quest’anno è tutto diverso, mancano ancora tante partite e siamo in piena corsa per conservare la serie B. Questo campionato non è minimamente accostabile a quello. Siamo vivi e consapevoli di poter riuscire a salvarci. Speriamo di poter invertire tendenza già da sabato contro il Piacenza. Affronteremo un buon avversario, che però non ha più nulla da chiedere a questo campionato. E’ una partita per noi importantissima, in casa non dobbiamo più lasciare punti per strada. Possiamo vincere e faremo di tutto per riuscirci”.
Ai tifosi che vi hanno seguito in massa anche a Mantova cosa ti senti di dire?
“Soltanto grazie. Fanno tanti chilometri per non lasciarci mai soli e darci tutto il loro calore anche in trasferta. Ci dispiace per le sofferenze che gli stiamo dando. La piazza di Avellino non merita tutto questo. Spero che ci continuino ad essere vicini a sostenerci fino alla fine, con il loro aiuto riusciremo a raggiungere l’obiettivo”. Intanto, in vista dell’incontro con il Piacenza mancheranno Ametrano e Terni che saranno fermati dal giudice sportivo. Ci sarà invece Abruzzese che ha scontato il turno di stop forzato. Monticciolo, invece potrebbe rientrare nella prossima trasferta (di Sabino Giannattasio)