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Calcio – Calori: “Onorato di essere qui, questa squadra ha qualità”

Arriva la svolta, il tanto atteso cambio tecnico. Dopo nove gare con otto sconfitte ed un pari, Massimo Pugliese decide di dare il benservito a Guido Carboni. Al suo posto per salvare la barca biancoverde è stato chiamato Alessandro Calori. 42 anni anche lui aretino è reduce da una esperienza negativa sulla panchina della Sambenedettese in serie C1: otto incontri, tre pareggi e cinque sconfitte. La nuova ancora di salvezza dei lupi arriva quindi…sempre dalla Toscana. Per la svolta, per ottenere quella permanenza in B ancora possibile a questo punto del torneo, si affidano ad un altro emergente. Decide di rischiare la proprietà, un’altra scommessa per provare a rialzare la testa. 13 giornate dal termine, 39 punti a disposizione per provare a conservare la cadetteria. L’ex capitano dell’Udinese è l’ottavo tecnico della ‘legislatura’ Pugliese, un cambio dovuto visto il negativo trend del suo predecessore. Dopo 24 ore ed una girandola di nomi che ha visto coinvolti anche illustri come Walter Zenga ecco arrivare sulla panchina degli irpini il giustiziere della Juve, colui che nella stagione 99/00 regalò una vittoria importantissima al suo Perugia: 1 a 0 scippando lo scudetto dal petto dei bianconeri e la vittoria del campionato da parte della Lazio. Una discreta carriera da giocatore con le maglie di Udinese, Brescia e Pisa, tanti anni a calcare i campi della massima serie. Quello che una volta era un difensore arcigno in grado di ottenere nel suo piccolo risultati importanti è pronto a far rilanciare la propria carriera da tecnico all’ombra del Partenio. “È un momento particolare. – afferma l’Amministratore Delegato del sodalizio Massimo PuglieseDispiace sempre cambiare, ma a volte, in situazioni come quella che stavamo vivendo noi, è necessario. Sono convinto che Calori sia la persona giusta in questo momento, devo ringraziarlo per aver accettato questa sfida immediatamente. Abbiamo avuto un lungo confronto e dopo aver visto la sua determinazione si è deciso di chiudere l’accordo. Sono convinto che già a partire da sabato il nuovo tecnico può riuscire a dare una impronta alla squadra. Mi assumo tutta la responsabilità di questa scelta. Siamo una buona squadra e sono certo che possiamo riuscire a raggiungere il traguardo prefissato”. Un Pugliese deciso che ha presentato l’arrivo del nuovo condottiero che dovrà provare a salvare la barca in un campionato mediocre in cui i lupi hanno tutte le carte in regola per restarci e non affondare. Non c’era Lucchesi con i fidi Benassi e Crespini, al momento il suo futuro è in bilico. Il D.G. dovrà incontrare Pugliese, ma è molto probabile che lui ed i suoi seguaci dopo l’allontanamento del ‘figliol prodigo’ decida di fare le valigie. Di tornarsene a casa. In fin de conti se l’Avellino si trova in questa situazione la maggior parte delle colpe sono da additare a delle sue scelte tutt’altro che condivisibili sia ad agosto che nel mercato di riparazione. Al momento sull’addio del ‘vecchio’ dirigente di Fiorentina e Roma non ci sono conferme. Le prossime ore scioglieranno ogni dubbio. La parola passa al nuovo tecnico che almeno per quello che è il suo pensiero, più che alle parole bada ai fatti. “Sono felice per questa occasione che mi viene concessa. Essere qui ad Avellino è una cosa che mi inorgoglisce molto. Arrivano in una piazza blasonata, dove la gente ci tiene non poco per la squadra di calcio. Ho giocato tante volte al Partenio sopratutto da calciatore ed è un ambiente difficile per le squadre avversarie. Un campo su cui non si riesce a fare risultato così facilmente. Affrontare i lupi era sempre dura”. Rimonta che dovrà partire già dalla prossima gara contro il Rimini: “Da qui al termine del campionato mancano 13 partite e tutte devono essere giocate come se fossero finali. Dobbiamo cercare di conquistare la salvezza e per farlo dobbiamo lottare tutti insieme. Io non ho assolutamente paura di affrontare questa sfida, metterò come sempre il massimo impegno. Quest’anno ho avuto già modo di vedere in azione questa squadra e devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito. A Trieste dove ho avuto modo di seguirla per l’ultima volta disputò un grandissimo primo tempo. Credo che Guido, che oltre ad essere un collega è un amico, abbia fatto un ottimo lavoro. Ora però servono i risultati e toccherà a me mettere questi ragazzi in condizione di ottenerli”. Non parla di numeri di moduli, ma di scelte che farà nei prossimi giorni: “Ho delle idee, ma non voglio fossilizzarmi su quelle. Adesso voglio vedere tutti gli uomini a mia disposizione e poi deciderò il dafarsi. Ritengo che qualche volta ci dovremmo sacrificare o adattarci a situazioni di emergenza. Quindi dare assolutismo ad modulo mi sembra precludersi altre strade”. Sulle proprie esperienze passate sulle panchine di Triestina e Sambeneddettese afferma: “Se non sono arrivato in fondo qualche colpa l’avrò avuta anche io. Adesso sono maturato e sono voglioso di fare bene. Secondo me, saper trasmettere ai giocatori oltre che tattica e tecnica, la voglia di emergere o di salvare una situazione è molto importante”. Non vuole fare promesse: “Non me la sento di dire nulla, dovrà essere il campo a confermare i buoni propositi. Ho a disposizione giocatori tecnici molto validi che ci potranno di sicuro aiutare ad uscire da questa situazione. Avellino ha una tradizione importante per questo merita di salvarsi. Io lavorerò a testa bassa, ma ho chiesto ad ogni singolo elemento di questo gruppo il massimo sacrificio. Le promesse e le chiacchiere mi piacciono decisamente poco”. Sugli scarsi risultati della squadra: “Penso che sia anche un problema di testa, bisogna lavorare e non poco sotto questo aspetto. La testa nel calcio è fondamentale”. (di Sabino Giannattasio)

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