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Calcio Bari, per l’asta nuova società

Bari – Era nell’aria, ieri s’è messo nero su bianco. C’è anche Paolo Montemurro a giocare la «partita» per la sopravvivenza del Bari. L’imprenditore, dando concretezza a una vecchia ambizione, è uno dei soci della «As Bari calcio 1908, costituita ieri e potenziale protagonista dell’asta che andrà in scena martedì prossimo nelle aule di tribunale alla presenza della dottoressa Anna De Simone e, evidentemente, anche dei curatori fallimentari Marcello Danisi e Gianvito Giannelli. Al fianco di Montemurro ci sarà Antonio Rosati, ex presidente del Varese. Ma, stando ad indiscrezioni molto attendibili, accanto a loro ci sarebbero altri imprenditori, alcuni col marchio di Puglia e Basilicata.
La costituzione della società «As Bari calcio 1908», con capitale sociale di 100 mila euro, assomiglia tanto ad un atto propedeutico alla partecipazione all’asta. Nessuna certezza, evidentemente. In tribunale, d’altronde, funziona così. Chiacchiere e dichiarazioni d’intenti valgono solo fino al momento della verità. Poi a far la differenza sono sempre e soltanto i soldi. Stavolta, al terzo tentativo, servono due milioni di euro con un ulteriore milione per la cauzione.
Parallelamente alla costituzione di quest’altra società prosegue l’appassionato lavoro dell’associazione «La Bari siamo noi» che, nella giornata di mercoledì, ha dato vita a «Bari foot ball club» col chiaro intento di dare spazio al progetto legato all’azionariato popolare. I tempi sono, evidentemente, ristrettissimi ma partire è stato comunque un segnale importante. E non è un caso che ieri siano già stati i tanti i tifosi ad aver affidato ai responsabili dell’iniziativa un assegno circolare che testimoni la volontà di essere davvero parte attiva.
Per quel che concerne, invece, i soliti noti non c’è traccia di sostanziali novità. Ci sono i turchi, che sfogliano ancora la margherita tra la voglia di accettare la sfida del calcio e il timore di non riuscire ad allargare il progetto. Poi c’è Paparesta, che pare non si dia per vinto pur senza essere riuscito ancora a sbloccare la situazione legata al finanziamento dell’operazione. E ancora Ghirardini, che è tornato a farci un pensierino su ma che deve ancora fare passi concreti. Insomma, uno scenario variopinto ma ancora poco «leggibile» a quattro giorni dalla terza asta, quella che un po’ tutti sperano possa essere quella definitiva. Il Bari fa gola, il Bari piace, il Bari può rappresentare un affare sotto molti punti di vista. Ma finora di fatti concreti nemmeno l’ombra.lagazzettadelmezzogiorno.it

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