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Calcio – Avellino: tutto in novanta minuti, fuori l’orgoglio

Avellino – La carovana è pronta a partire verso quello che sarà il teatro della battaglia più importante di questo campionato: lo Stadio Comunale ‘XXI Settembre-Franco Salerno’ per qualche ora diventerà l’Arena dei Gladiatori. Il giorno più atteso è arrivato, c’è bisogno di superare l’ultimo ostacolo per alimentare un sogno meritato e completare quell’opera che ha portato l’Avellino nei piani alti della classifica. L’ha definita una finale, Salvatore Marra nella giornata di ieri prima della partenza alla volta della Basilicata. Una sfida secca, 90’ da dentro o fuori, vietato sbagliare. Un solo risultato per i biancoverdi contro la Rossanese, una vittoria per staccare il biglietto play-off e dimostrare che l’appuntamento è stato solamente rimandato. Bisogna completare la straordinaria rimonta, 37 punti conquistati nel girone di ritorno, un cammino da capolista per un gruppo che ha saputo mostrare il suo reale valore, dopo un avvio ad handicap.
L’Irpinia pallonara si prepara a stringersi intorno ai suoi lupi per la partita delle partite. Pronti ad invadere Matera e ad uscire vincitori dal fortino. Concentrazione e determinazione per riuscire a raggiungere l’intero bottino, in quella che per qualche mese è stata la casa del tecnico di Pianura che lo scorso anno ha vestito i panni di secondo a Corino.
Orgoglio e determinazione per ripagare la fiducia della gente, per regalare una gioia ai tanti tifosi delusi dalla debacle di Trapani, ma che non hanno smesso di incitare il gruppo. L’obiettivo è quello di uscire dal tunnel della D, da una realtà che non appartiene alla piazza. L’adrenalina sale di minuto in minuto, come negli eventi recenti con avversari più blasonati Napoli e Foggia, come alla vigilia di quel play-off vinto a Pescara contro il Gualdo, le lancette dell’orologio vanno avanti con il tempo che passa e si avvia verso le 15.00 di domani.
Ci vorrà poco fioretto e molta sciabola, in una match che può essere deciso da un episodio e dalle giocate di D’Isanto, D’Angelo, Majella, Romano, dalla grinta dei ‘Gladiatori’ come Viscido, dall’esperienza di veterani come Puleo e De Angelis che proprio con questi colori hanno ottenuto qualcosa di importante. Ma soprattutto bisognerà essere squadra, giocare da collettivo, facendo esplodere la forza del gruppo che ha portato la rosa biancoverde a lottare fino a poche domeniche fa per il primato.
Quel treno a tinte biancoverdi deve ripartire verso quell’obiettivo chiamato professionsti. Il collettivo sa dell’importanza dell’appuntamento nella città dei sassi. Come del resto lo sa chi sta cercando insieme al lupo con le unghie e con i denti di uscire dai meandri del calcio.
Domenica è stato un incidente di percorso, come altri nel corso della stagione. Stop che non hanno mai messo in discussione il valore del ‘plotone’ costruito da Dionisio. Se questa squadra gioca come sa non ci sono rivali.
E poi c’è Marra, un tecnico giovane, alla prima esperienza da ‘capo allenatore’ che è riuscito a dare una identità ad un plotone importante, ma dal potenziale inesploso a causa delle tante problematiche che hanno accompagnato l’Avellino all’inizio di questo percorso.
Riuscire a raggiungere la battaglia finale sarebbe il coronamento di una impresa straordinaria che permetterebbe a Marra di bissare la vittoria ottenuta sette anni fa da calciatore a Crotone.
Superare i primi ostacoli potrebbe bastare per vedersi aprire le porte della Seconda Divisione. Anche se arrivare all’ultima salita e staccare tutti in volata, sarebbe la soddisfazione più bella e l’undici biancoverde ha tutte le potenzialità per riuscirci. (di Sabino Giannattasio)

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